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Consigli da quarantena : 1) Film su Netflix

Buongiorno Spelacchiati e Spelacchiate mie, come state? Come vanno queste giornate di ozio, pigrizia, nullafacenza e chi più ne ha più ne metta?
Spero che voi tutti siate in salute, la mia famiglia rischia la decimazione; nessuno ha sintomi gravi ma parecchi miei parenti sono febbricitanti quindi sto vivendo tutto questo come gli Hunger Games e piazzo scommesse su chi resterà in piedi.
Scherzi a parte sto lavorando ad un Film Brutt ma ci sto impiegando una vita, dunque ho deciso di provare a rendermi utile e suggerirvi qualcosa da vedere, magari un po’ di nicchia, che a me è piaciuto:

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Partiamo con i film, che in questo periodo sto pure facendo un recuperone di film che mi ero persa nel tempo:

The Social Network: film del 2010 che ha stravinto una marea di premi e che ci illustra come sia nato il nostro amato/odiato Facebook. A me è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi. Mark Zuckerberg è un piccolo odioso genio, la storia è bella avvincente e c’è quel tocco di tristezza che non guasta mai.

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Se volete buttarvi sull’horror io ho amato The Witch: atmosfere non cupe, CUPISSIME, roba che Tim Burton levate che fai troppo sole, un’estetica e una fotografia BELLISSIME, attori da paura e un’inquietudine strisciante che è lì per tutto il tempo.
Se cercate splatter e jumpscare ogni due secondi non è il film per voi, ma se volete qualcosa di particolare dategli un occhio (tanto cosa ve ne fate di due?).

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Un altro horror che vi straconsiglio, particolare a suo modo ma molto più canonico è “Il terrore del silenzio”, di un regista che io adoro: Mike Flanagan.
Qua si parla di una donna muta, sola in casa, che viene assediata da un pazzo assassino e dovrà mettere in pratica tutto quello che le viene in mente per sopravvivere. Avvicente, inquietante, molto consigliato!
Se vi piace su Netflix trovate anche altri due suoi film: “Ouija” (anche questo consigliato) e “Il gioco di Gerald” (carino e c’è una scena che non so per quale ragione mi sogno tutt’ora la notte, mi ha turbata enormemente).

Ora vi lancio lì due thriller drammatici entrambi con Jake Gyllenhaal – notevole manzo certificato – che mi sono piaciuti assai: uno è “Animali Notturni“, che ho visto due sere fa e mi ha tenuta incollata al pc, e l’altro è “Lo Sciacallo“, in cui interpreta un uomo senza alcuno scrupolo che va sui luoghi di incidenti, assassini eccetera e filma tutto ciò che è macabro e orribile per poi venderlo alle tv.

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Passiamo a qualcosa di molto più carino e leggerino: “Handsome Devil“. Un sedicenne gay, intelligente, sarcastico e divertente deve condividere la stanza con un giocatore della squadra di football della scuola; bullismo, omofobia, amicizia ed Andrew Scott che fa sempre bene.
Altro film leggerino e al femminile è “Easy A” con Emma Stone che interpreta una studentessa che per una serie di bugie viene etichettata e insultata dall’intera scuola, corpo insegnanti incluso. Bello, visto “da giovane” mi era piaciuto molto.

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Infine se volete proprio sciallarvi e guardarvi un cartone animato -o riguardarvi, se come me l’avete visto anni fa- c’è “La strada per El Dorado“. Tullio e Miguel vi terranno compagnia.

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Vi lascio anche una carrellata di film più conosciuti senza perdermi in troppe ciance, così se volete cercarne qualcuno o andare a naso avete qualche suggerimento:

  • “Remember Me” madò che piangere
  • “Donnie Darko” BELLISSIMO CHE ALTRO C’E DA DIRE
  • “Kill Bill” va beh dai chevvelodicoaffare
  • “Revenant” Leonardo che dorme in cadaveri di cavalli e si prende la polmonite nella neve
  • “Mad Max Fury Road” con Tom Hardy, sempre un bel vedere
  • “Sette Anime” per piangere fino a disidratarsi
  • “Un amore di testimone” commedia carina con Patrick Dempsey
  • “Fino all’osso” sull’anoressia con Lily Collins
  • “Shutter Island” con DiCaprio perché sì, ci penserete per parecchio
  • “La verità è che non gli piaci abbastanza” perché dice cose che tutti abbiamo bisogno di sentirci dire prima o poi
  • “Lei” con Joaquin Phoenix che ormai è sulla cresta del gallo dell’onda
  • “Chiamami col tuo nome” bello, a tema LGBT
  • “Prova a prendermi” UNO DEI FILM CHE HO VISTO PIU VOLTE NELLA VITA perchè lo amo
  • “I Fight Giants” molto carino e profondino allo stesso tempo.
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Io che chiaramente odio guardare film

E ora chiedo io un consiglio a voi: vi lascio un elenco di film che vorrei vedere nelle prossime serate solitarie ma non so con quali partire dunque ditemi voi! Suggeritemene altri, insultatemi per le mie lacune, insomma qualunque commento è ben accetto

  • Whiplash
  • The eternal sunshine of a spotless mind
  • Roma
  • Il Padrino (lo so, faccio pena regà)
  • Interstellar
  • Il Re
  • La grande scomessa
  • Okja
  • Ragazze interrotte
  • La teoria del tutto

Mega post finito, fatemi sapere se qualche suggerimento vi è stato utile e se volete una parte anche sulle serie tv!
Per il resto fatemi sapere voi come state, se il vairus vi preoccupa o siete tranquillini, come state gestendo la quarantena e quanto non sopportate più le persone con cui dovete convivere. Io penso che entro due giorni farò fuori io stessa i miei genitori perché non li reggo quasi più.

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Quarantena e cose da fare

Basta, devo fare un appello alla nazione.
CITTADINIIIIII! Adunaaaaata!
Possiamo dire tutti in coro “basta” ai film e alle serie tv per pischelli su Netflix?
Ma possiamo vedere almeno UN film/serie tv per persone che abbiano almeno tutti i peli pubici cresciuti?
Io sgancio il grano ogni mese per poi beccarmi cose come “Raccontami di un giorno perfetto”, “I am not okay with this”, “Locke and Key”,  “The 100”, “Stigrancazzi”, “machediamine”… Ma oooooh!

Mah.

Okay, non volevo parlarne pure io perché sto cazzo di virus ancora un po’ ci esce pure dal culetto, però stamattina hanno dichiarato la mia città in zona rossa quindi pregate per me.

Nah, io son tranquilla, state sciallini. Mi preoccupo per i miei anziani parenti/genitori/conoscenti ma più che seguire le norme e le direttive uno non è che possa fare molto. Non è che posso prendere e andare a Napoli saltando su un Intercity prima che qualcuno tenti di fermarmi, no? NO, GENTE?

Non commenterò ma voglio che vi immaginiate uno dei miei scleri incredibili che di solito tengo per i Film Brutt, solo che qua si tratta di Realtà Brutt.

In ogni caso vorrei approfittare di queste lunghe giornate di quarantena per fare un po’ 

  • Masturbarmi: che ve devo dì, un po’ di amore verso sé stessi fa sempre bene e farlo senza l’ansia da “oddio e se entra mia sorella” “dai che tra un quarto d’ora devo uscire” e balle varie sarà molto piacevole.
  • Scrivere post per il blog. Finalmente posso stare un pomeriggio intero con un file di Word aperto dritto in faccia, scrivere, cancellare, riscrivere diecimila volte finché non sono soddisfatta. Adoro.
  • Guardare una marea di film, serie, documentari e chi più ne ha più ne metta. Ahò, tra Netflix, Prime Video, Disney+, Infinity, NowTV e chi più ne ha più ne metta qualcosa da guardare lo troverete per forza. Personalmente vorrei concentrarmi su documentari e stand up comedian, anche perché se guardo ancora un teen drama mi uccido.
  • Mettere a posto casa, partendo da camera mia. C’è un armadio che rischia di esplodere, devo decidermi a prendere una giornata, svuotarlo, capire cosa tenere e cosa è ora di buttare, cosìcchè quando potrò mettere di nuovo il becco fuori casa potrò fare shopping.
  • Aggiornare le mie agende. Al plurale perché ne ho diverse: una per le mie letture, una per film&serie tv, una per gli impegni e una che è dedicata alla mia salute mentale. 
  • Crearmi una skincare routine. Non so bene perché ma ultimamente la mia pelle si sta ribellando al mio volere e stanno spuntando macchiette e punti neri che mi fanno uscire di testa, quindi via di maschere perché l’alternativa è scarnificarmi la faccia.
  • Stessa cosa per capelli e corpo: maschere idratanti, detossinanti, mascheranti, voglio provarne un po’ e vedere che risultati ottengo.
  • Allenarmi. Cazzo. Sto cercando di farlo un giorno sì e uno no con costanza, spero che la mia leggendaria pigrizia non prenda il sopravvento su di me. Datemi la forza.

E voi come pensate di occupare il tempo in quarantena?
Cerchiamo di darci consigli l’un l’altro, dimostriamo di essere persone collaborative e più spelacchiate che mai ragazzi.
Cosa guarderete, leggerete, farete nel vostro tempo obbligatoriamente libero? Siete in preda ad un panico cieco o cercate di mantenere un po’ di autocontrollo e occhio critico?

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Ciance sparse: Decalogo molto serio del Coronavirus

Spelacchiati e Spelacchiate del mio cuore nero e tenebroso, mi sembra giusto informarvi di una cosa che potrebbe esservi sfuggita.
In Italia ci sono dei casi di COVID-19.
Lo so, lo so, non ne avete sentito parlare ad ogni TG e non l’avete letto su ogni giornale (pure il giornalino di Gian Burrasca) in questi giorni, ma fidatevi di me.

Visto che l’argomento è particolarmente serio e sentito ho deciso di dedicare un post a questo simpatico virus che ha deciso di farsi una vacanza nella meravigliosa Italia, in fondo perché negargli sole, mare e cibo bbbbuono?
Ne approfitto per riguardare con voi il decalogo da buona persona anti-coronavirus:

Decalogo Coronavirus-2

Lavati spesso le mani
Sacrosanto. Cioè, non dovrebbe servire un invito scritto per ricordarvi di lavare le mani, zozzoni, ma tant’è…
Già che ci siamo non possiamo approfittarne e riferire al mondo che lavarsi, in generale, é sempre una buona idea, tutto l’anno? No perché ogni volta che entro su un treno o in aula studio c’è un tanfo di taleggio e minestrina che prima o poi spacco tutto e faccio una strage, altro che virus letale.
(Ho anche il nome da killer: SARS)

Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
Beh su questo non ho problemi.
La prima cosa che chiedo a chiunque è “scusi ma lei soffre di infezioni respiratorie acute?” e se la risposta è “sì” apro il fuoco.
No problem

Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
Fortuna che ho imparato a farlo con i piedi, sono a posto.

Copri naso e bocca se tossisci o starnutisci.
Mannaggia, i miei giorni da untrice (s)mascherata sono finiti.
Non so voi ma io di solito mi apposto per starnutire proprio in faccia agli sconosciuti. Mi piazzo dietro gli angoli, tra le fronde degli alberi e ZAC, al momento più opportuno colpisco come un ninja.

Non prendere farmaci né antibiotici a meno che non siano prescritti dal medico
Tanto non prendo neanche quelli che mi prescrive, figurati

Pulisci le superfici con disinfettante a base di alcol o cloro
Ma le superfici di cosa?
Dei laghi? Dei mari? Di ogni cosa che incontro sul mio cammino?

Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
E se sospetto di assistere una persona che sospetta di essere malata?
E se sospetto di sospettare di essere sospettato?
Potrei andare avanti per sempre

I prodotti “MADE IN CHINA” e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
Anche se il pacco che ho ricevuto ha un timer e ticchetta, quindi?

Contatta il numero verde 1500 se hai la febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.
Ma i 14 giorni partono da quando leggo il decalogo, giusto?

Gli animali da compagnia non diffondono il virus
Il mio pandolino cinese sarà contento di saperlo


Dai regà state calmi, tranquilli e sereni PORCA LA PUTTANA che qui mi sembra che l’isteria collettiva stia degenerando.
I miei genitori sono incollati al tg ventiquattr’ore su ventiquattro, tra poco gli stacco la corrente (oltre che la testa), la mia città è semi-deserta senza alcun motivo, la gente non parla d’altro e pure qui i supermercati sono mezzi vuoti.
Ma tutto bene, zii? Ma potete gestire le cose in maniera vagamente normale?
Ben vengano le precauzioni (che sono anche un dovere civile) e lo stare all’erta, non è che vi dico di andare a Lodi a limonare con chi scatarra qua e là, ma ‘sta psicosi collettiva anche no, grazie.
E voi come state gestendo l’ansia, il panico e il terrore? Vi siete già scavati bunker o vi siete nascosti sotto le pietre negli stagni? O siete scialli e ve ne sbattete le natiche di questo virus birbantello? Fatemi sapere, che qua la pazzia è in agguato!

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Film non Brutt, di più: Offline

Beh, dopo aver parlato di film bellissimi candidati agli Oscar mi sembrava giusto continuare su quel filone, quindi oggi si parla di un film sorprendente.
Sorprendente perché un film di così rara bruttezza era difficile da trovare ultimamente, cominciavo a temere che Netflix non mi desse più materiale per i Film Brutt.

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Parliamo di Offline, un filmetto che trasuda trashume e ignoranza da ogni fotogramma.
Partiamo lesti che se no non finisco più; la protagonista, Ana (che io chiamerò Analgesico perché è quello che serve per reggere la visione del film) è un’influencer di prim’ordine: posta ogni momento della sua vita, finge di essere sempre bellissima e impeccabile nelle foto, usa il telefono come se fosse un prolungamento della sua mano ed è una mentecatta. Una decerebrata.
Insomma, ‘na scema.
‘Na scema che però al contrario mio lavora in una mega rivista di moda (o qualcosa del genere) quindi in realtà ho poco da criticare e tanto da imparare visto che questa ha pure un fidanzato – anche se è un biondino assolutamente inutile che sta con lei solo per pubblicità-.

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Va beh, ‘sta qui dato che ha il quoziente intellettivo di un gerbillo -scherzavo, se lo sogna il QI di un gerbillo- fa una media di duemila incidenti d’auto al mese perché usa il cellulare mentre è in macchina, dunque i suoi si preoccupano.
Ora.
Se io prendessi anche solo una multa i miei mi taglierebbero quattro falangi.
Con un incidente vincerei la lotteria delle botte e mi saccagnerebbero senza alcuna pietà.
Ma questa da qualcuno doveva prendere, quindi i suoi genitori scemi come delle capre non fanno nulla finché Analgesico non fa un incidente di una certa gravità (che poi non è vero, non ha neanche un graffio) e finisce in ospedale; li genitori entrano nella sua camera con il Procuratore di Giustizia (?) che le confisca il telefono e la patente e le dice che deve scontare una pena in carcere o in un posto isolato dal mondo (ha tutto molto senso, lo so) quindi i suoi la spediscono come una cartolina dal nonno paterno che vive sperso nei monti come il Vecchio dell’Alpe, nonno di Heidi.
(Prima che lei parta comunque il suo ragazzo la molla. Così, per dirvelo.)

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Tra l’altro il nonno è un marpione, perché anche se non è vero per niente io e quel cretino del mio amico continuavamo a dire che voleva solo unirsi carnalmente con la nipote. Vista in questa chiave vi giuro che fa morire dal ridere ogni scena.

La nostra cretinetta poi conosce coloui che sarà ovviamente il suo interesse amoroso, che non sarà un manzo manzissimo ma secondo me è un manzino.

Allora, io adesso passarei a una scena che mi ha turbata profondamente, mi ha messo in subbuglio l’anima.
La nostra cretina va in bagno per la prima volta nella casa del vecchiardo e non c’è la carta igienica: sberequeck, sbaraquack, si lamenta col nonno di questa cosa e il dialogo è il seguente:
Ma la carta igienica?
E lui “C’è il bidet.”
E LEI: “Non l’ho mai usato, come funziona?
MA COSA STIAMO DICENDO REGA’
PERCHE’
PRIMA DI TUTTO COME FAI A VIVERE SENZA CARTA IGIENICA, CHE PROBLEMI HAI
MA POI COSA VUOL DIRE CHE C’E IL BIDET, UNA COSA NON ESCLUDE L’ALTRA, MA CHE IDEA DI IGIENE AVETEEEEE
E LEI CHE NON L’HA MAI USATO ED E’ TUTTA CONFUSA, MA SE TI CONFONDE L’USO DEL BIDET COME MINCHIA FAI A ESSERE CONSONA ALLA VITA SULLA TERRA?

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Scusate, mi calmo.
Perdindirindina.
Lei allora fa la cosa più normale di tutte, quello che avremmo fatto tutti noi: va a piedi -perché il nonnetto non le da il furgone, giustamente- al negozio, DI NOTTE, che guarda caso E’ CHIUSO ma c’è la porta aperta… E lei entra.
La domanda qui sorge spontanea: Ma sei cogliona?
Anzi, riformulo così questo post può essere letto anche dai bambini: ma sei una mammalucca?
Non contenta di essere una mentecatta trova il cellulare della sorellina del tipo figo e per prenderlo fa cadere tutto svegliando il mondo, dimostrando di essere un fallimento dell’evoluzione umana.
Comunque c’è la famiglia di lui che la fissa com’è giusto fissarla, ovvero come se fosse una sciroccata, e lei dice “ma anche voi siete un po’ bischeri però, cosa lasciate la porta aperta?”
E loro “Qui non ci sono ladri.”

Ma che diamine di risposta è?
Boh.
Ma uno normale in ‘sto posto ci sarà mai?
Scoppia definitivamente l’amore quando il figo le regala la carta igienica, già ce lo vedo a San Valentino regalarle una confezione da 24 di rotoloni regina e lei andare in brodo di giuggiole.

S

cene inutili di lei che battibecca col Vecchiardo dandogli risposte che io al posto del vetusto signore le avrei mollato un manrovescio con una potenza tale da scaravoltarle la faccia, a cui si aggiungono altre scene inutili con dialoghi scritti probabilmente da un macaco, tipo quando Analgesico si mette a litigare con le sorelle del figo e partono insulti davvero pesanti quali “montanare” e “cittadina pazzoide”.
Parole forti per i nostri personaggi, io pure all’asilo ero più scurrile di così.

Lei e il Vecchio col tempo diventano sempre più uniti *ammicca ammicca* e lui mostra la camera della nonna dove Anal (abbreviazione di Analgesico, ovviamente) trova un sacco di vestiti e si mette a disegnare abiti lei stessa, visto che prima di diventare influencer aveva avuto come sogno quello di diventare stilista.
BAH.

Finalmente a una stupida fiera i due innamorati si slinguazzano come ricci selvatici ma il momento viene rovinato quando lei viene a sapere che il suo ex, il pirletto biondino, esce con un’altra.
Bom, una donna devastata. C’era il Vietnam nei suoi occhi.
Un’anima in pena, distrutta, spezzata in mille parti.
Ma poi questa era stata UN MESE col biondo, non sapeva NULLA di lui tanto che pure i suoi genitori la prendevano in giro per questa relazione, si è appena slinguazzata un altro… eppure il suo mondo è crollato perché l’ex che non vede, non sente e di cui non le importa oggettivamente nulla sta con un’altra. No ma tutto a posto, mi dicono.
Quindi lei, furba come una volpe, che fa?
Ruba un cellulare e ruba una macchina per tornare in città.
MA SEI CITRULLA FINO AL MIDOLLO OSSEO O E’ SOLO UNA MIA IMPRESSIONE?
Ma perché nessuno le spara? Perché la natura non fa il suo corso e lei non soccombe com’è giusto che sia?
Essendo comunque demente non fa mezzo metro che quasi stira il figo, quindi fuga conclusa ancora prima di iniziare e lei torna a casa piangente come Antonella Elia in qualunque stracazzo di puntata di Pechino Express del 2017.
Insopportabile.

Bah.
In tutto ciò c’è una sottotrama inutile e bruttissima sul perché il padre di Analgesico e il nonno non si parlano piu, diatriba che lei risolve trovando una lettera della madre deceduta… ma non so, non c’ho capito niente, ero come Amedeus quando Bugo ha lasciato il palco: disorientata.
Ma de che stiamo a parlà? Che c’entra la nonna, basta inserire personaggi, e soprattutto CHISSENEFREGAAAAAAA!

Il finale poi è veramente stupido ma d’altronde dubito abbiate grandi aspettative. Qua vado rapida come un ghepardo che insegue una gazzella perché mi irrita ripensare a questo film, non ne posso più, è peggio di Parasite!
La capa di Anal, un’arpia che si crede Miranda Priestly ma è solo una donna con una brutta acconciatura, trova i disegni dei vestiti di Analgesico e li fotografa con l’intento molto originale di rubarle la collezione; nel frattempo GRANDE COLPO DI SCEMA: Analgesico scopre che il Procuratore di Giustizia che le aveva parlato in ospedale era un attore ingaggiato dai suoi genitori per farla disintossicare dalla tecnologia.
Che plot twist incredibile, che svolta narrativa, che esercizio di stile.
Io mi inchino, faccio la hola, applaudo al genio dietro questo film.
Vorrei reincarnarmi in lui, nella prossima vita.

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INSOMMA, alla fine la famiglia al completo (madre+padre+nonno+cretina+manzino) si imbucano alla sfilata della capa pazza che sta per lanciare la collezione rubata ad Anal, la riprendono mentre ammette di aver rubato i disegni, lei viene arrestata, Anal e il figo si limonano neanche dovessero fare una spremuta di agrumi e purtroppo vissero tutti felici e contenti.

Ora, io dico… ma non potevano schiattare tutti dopo tre, quattro minuti?
No?

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Fine, grazie al cielo.
Che poi non sono neanche canissimi gli attori, sono decenti, è la trama che fa fuggire a gambe levate e i dialoghi che rendono tutto aberrante.
Madò, dopo questo film ho bisogno di trasfusioni di film fighi, vi prego suggeritemi cosa guardare per riprendermi da questa bruttura e ovviamente ditemi se l’avete visto, avete intenzione di guardarlo o ne starete alla larghissima…
Personalmente vi consiglio di guardarlo con la chiave di lettura “nonno marpione” perché mi ha spezzata dal ridere.
Fatemi sapere, mi raccomando!
Alla prossima, Spelacchiati

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Gente che sclera: Oscar edition

DOPO IERI SERA PARASITE MI HA ROTTO I COGLIONI E IL PRIMO CHE ME LO NOMINA VERRA’ MALMENATO, LEGATO A UNA SEDIA E COSTRETTO A GUARDARE QUELLA DISGRAZIA CINEMATOGRAFICA CHIAMATA “PICCOLE DONNE” PER DUE GIORNI DI FILA, IN LOOP.

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Scusate, questi Oscar mi hanno provata fisicamente ed emotivamente.
Capitemi, ho fatto la diretta a casa del mio pirlissimo miglior amico e abbiamo bevuto, mangiato e zabettato tutta la notte, per concludere alle cinque con me idrofoba perché insoddisfattissima delle vittorie assegnate.

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“Para paraaa parasite” famosa canzone dei Coldplay


Ora, a me “Parasite” di Bong Joon-ho (che per comodità io chiamo Ching Chong Chung, anche se forse potreste tacciarmi di razzismo…e avreste ragione) è piaciuto. E’ un film figo, con una trama originale, un’ambientazione semplice ma super efficace -come una mossa di Pikachu-, che riesce a far salire piano piano un’ansia assurda… PERO’ QUATTRO CAZZO DI OSCAR COSI’ IMPORTANTI MA MORTACCI VOSTRI SONO TROPPI!
Come cantavano i Backstreet Boys: tell me why. Qualcuno mi dica perché.
Miglior film straniero, miglior film, miglior sceneggiatura originale e miglior regia.
Vuoi anche una miglior fetta di chiappe o siamo a posto così, Ching Chong?
(Ammetto che lui mi ha fatto riderissimo, fa schiattare, sembra super simpa).

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Sarà che mi sono piaciuti troppi film quest’anno, che vi devo dire…
Tipo “1917“, che ha diviso il pubblico ma oh, a me è piaciuto tantissimo e pensavo che nessun film di guerra potesse mai piacermi in codesta maniera.
La trama è banale: due soldati che devono andare da un punto A ad un punto B attraversando il territorio nemico per evitare un massacro, ma è raccontato così bene, con un lavoro così ENORME dietro, con un sonore incredibile… Madò.
Per chi non lo sapesse, “1917” è girato in modo da sembrare un unico piano sequenza (ovvero un film che sembri girato con uno solo “take”, una sola ripresa senza tagli) quindi le scene girate erano lunge dai cinque ai sette minuti e ogni movimento era calcolato alla perfezione… Se vi interessano queste cose andate su youtube che io ci ho passato i giorni ad ascoltare il regista e guardare i backstage, pazzeschi.
Poi oh a me ha emozionato proprio… Quando lui alla fine comincia a correre e si fa quei trecento metri alla Usain Bolt avevo i brividi.
Insomma. regà, su dieci Oscar a cui era candidato se ne è presi tre, tutti tecnici, e per di più quello agli effetti speciali non l’avrei dato a lui ma a…

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The Irishman.
Ammetto che non avevo voglia di guardarlo, ‘sto uomo irlandese. Nonostante il cast stellare e la regia di Scorsese ogni volta che mi dicevo “dai, stasera te lo spari, Sara” poi cominciavo a cincischiare, cercavo scuse, insomma mi mettevo a cazzeggiare al pc perché l’idea di tre ore e mezza di film mi turbavano l’anima.
Poi io con i film sulla mala non è che vada proprio a braccetto… Eppure a me è piaciuto pure questo. Non so, forse sto impazzendo, non mi riconosco più.
Dicevo che gli avrei dato a mani basse il premio per i migliori effetti speciali perché nel film tu vedi ‘sti attoroni in tutte le salse: vecchissimi, giovanissimi, di mezza età, con un piede nella fossa, praticamente in fasce… E io pensavo fosse un mega lavoro pazzeschissimo dei makeup artist, ma mi sbagliavo: le trasformazioni sono tutte in digitale, e per non rompere er cazzo agli attori mettendogli i sensori in faccia hanno lavorato solo sulle immagini, girando con due telecamere di cui una a infrarossi.
Assurdo.
Anche qui, io spiego tutto un po’ ad cazzum ma se volete documentarvi trovate tutto sul grande e meraviglioso internet.

Ora attenti che qua mi incazzo di nuovo, sento già la pressione salirmi. Devo inalare dello xanax.
MA QUALCUNO MI SPIEGA PERCHE’ CAZZO HA VINTO LAURA DERN? E SOPRATTUTTO CHI MINCHIA E’ LAURA DERN?
Ora, con tutto il rispetto perché a me la sua parte in “A marriage story” è piaciuta e ho trovato i monologhi molto intelligenti… QUINDI AL MASSIMO OSCAR ALLA SCENEGGIATURA! Quanto sarà stata in scena lei, venti minuti?
Sono perplessa.
Mi sono persa qualcosa? Perchè diamine è così acclamata questa donna in questo periodo? Qualcuno mi illumini di immenso, che ‘sta vittoria mi brucia come se avesse soffiato la statuetta dorata a me medesima in persona.
Io tifavo Scarlet Johansson senza alcun pudore, vaffambagno. In JoJo Rabbit mi è piaciuta TANTISSIMO, per me ha vinto lei, caso chiuso, ciao.

Di Joaquin Phoenix non ho nulla da dire se non che se avessero dato il premio a qualcun altro avrei comprato istantaneamente il biglietto aereo e sarei andata a picchettare al Dolby Theater.
Sì, potrei essere innamorata di lui.
Send Help.
(Se sei Joaquin Phoenix e stai leggendo: send nudes.)

A marriage story” come ho già ampiamente detto qui sul blog mi è piaciuto tantissimo soprattutto per l’interpretazione di Adam Driver che è stato incredibile, anche il modo in cui gli si gonfiavano le vene nelle scene di incazzature sembrava perfetto.
Non so perché ma ogni tanto torno a guardare la scena della loro litigata epica e ogni volta c’è un gesto, un cambiamento di tono, un qualcosa nel modo di recitare di quel quaglioncello che mi fa pensare “miiiiinghia, che bravo”.
Vi lascio il link del video, va.

https://www.youtube.com/watch?v=FDFdroN7d0w

Joker
Anche qui mi è dispiaciuto assai che abbia ricevuto solo due statuette anche se mi rendo conto che non avrebbe potuto vincere altro… Però per quello che mi ha trasmesso gli darei un premio speciale. E’ comunque diventato iconico nel momento in cui è uscito in sala quindi chissenefrega di sti ometti dorati alla fine.

Concludo questo post con un’opinione che potrebbe farmi linciare: Brad Pitt non meritava l’Oscar.
Bon, l’ho detto, ora fuggo in Messico.
Insomma, è bellissimo e non è proprio un cane a recitare, ma da qui ad avere un Oscar ne passa di acqua sotto i ponti… Ha lo stesso numero di statuette di DiCaprio, dico solo questo.

Credo dunque di aver finito, in caso scleriamo tutti insieme nei commenti perché ora DEVO sapere voi cosa ne pensate di questi film e di questi Oscar: siete soddisfatti? avete vinto il toto-statuette? Quale film vi è piaciuto di più e quale di meno? Anche voi alla quarta vittoria di Parasite stavate per scagliarvi contro il televisore urlando improperi?
Fatemi sapere di tutto e di più che qua la questione è calda.

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Filmozzo da Oscarozzo: Storia di un Matrimonio

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Non so voi ma a me il periodo degli Oscar emoziona sempre assai. Che vi devo dire, il cinema è una delle mie passioni e per quanto a volte gli Academy Awards siano deludenti, ingiusti e chi più ne ha più ne metta offrono sempre una lunga lista di film meritevoli.
In questi giorni io mi sto buttando nella maratona “film da Oscar”, e devo dire che sta andando alla grande: questo 2020 i film sono davvero belli. Curati, dettagliati, con un lavoro dietro che lo percepisci in ogni frame quanto si siano fatti il mazzo tutti quanti per fare ‘sto film.
Ed è proprio emozionante rendersi conto di queste cose. Intuire o almeno in parte cogliere i ragionamenti dietro ad alcuni movimenti di camera, di alcune scelte cromatiche, di certe inquadrature, di determinate scelte attoriali e soprattutto è bellissimo guardare le performances di attori pazzeschissimi.
Insomma, è come se mi stessi reinnamorando del cinema, quindi temo sarò ancora più cattiva con i film brutt.

Allooooooora, di che parla questo filmozzo bellozzo chiamato “Storia di un matrimonio”, di Noah Baumbach?
E’ presto detto.
Non aspettatevi chissà che tramona incredibile eh, è bello proprio perché è una storia spaventosamente normale, quasi banale… se un divorzio potrà mai essere definito banale. 

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Charlie e Nicole, Nicole e Charlie.
Il film si apre con entrambi che tessono le lodi l’uno dell’altro.
Nicole è incredibile, pazzesca, indomabile, divertente, buona d’animo che Madre Teresa in confronto era una strega, e poi è un’Avenger quindi di che stiamo parlando?
E lei pure, fa una sviolinata che nemmeno Tchaikovski “Lui è il padre migliore dell’universo, è indipendente, coraggioso, fa sentire tutti a loro agio, è un direttore teatrale stellare, e c’ha anche una nave spaziale. E poi sa usare la spada laser, tiè.”
Queste sdolcinatezze sono cose che i due non si diranno mai poiché sono lettere che hanno scritto come compito per la loro seduta dal consulente che li segue nella separazione.

Il film prosegue facendoci capire perché effettivamente la coppia non funzioni: lei è un Avenger, lui è un supercattivone che vuole conquistare galassie… ah no, scusate.
Uno dei problemi è che lei era un’attrice piuttosto famosa prima di sposare lui e andare a lavorare per la sua compagnia teatrale: la sua carriera e la sua celebrità sono andati piuttosto bellamente a farsi friggere mentre la notorietà di lui è esplosa fragorosamente. In più Nicole è diventata non solo moglie ma anche mamma, due ruoli che hanno preso il sopravvento nella sua vita facendole chiedere che cos’altro fosse lei un tempo, prima di tutto questo. Si sente persa, confusa, e i suoi desideri le sembra vengano sempre messi da parte.
Charlie invece ha avuto un’infanzia difficile, è cresciuto praticamente da solo e grazie al suo talento si è guadagnato una reputazione di “genio” della drammaturgia, alimentando il suo ego e il suo attaccamento al lavoro.
C’è un cattivo in tutto questo? No. Sono due esseri umani imperfetti come chiunque altro, che si scontrano con la normalissima problematica del non comunicare abbastanza, il che li allontana sempre di più.

Ci sono parecchie scene toccanti -dal monologo di sei ore di Nicole con una Scarlet Johansson struccata, sull’orlo del pianto, che racconta la storia della sua vita e del suo matrimonio alla scena finale di Charlie che si commuove e ci fa piangere tutti- ma quella più famosa e più bella è sicuramente quella del litigio furioso tra Charlie e Nicole.
Stanno cercando di accordarsi tra loro in modo civile perché hanno capito che i loro avvocati li faranno scannare senza pietà, ma la loro calma conversazione diventa un litigio isterico, con due interpretazioni p a z z e s c h e.
“Tu sei un infame, pallone gonfiato, fai schifo e puzzi pure!”
“E tu sei una capra, fallita, fai cagare e piuttosto che stare con te mi limono un cactus!”
Insomma, cattiverie di una certa levatura.

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Non vi dirò come finisce il film, furbetti, andate su Netflix e ve lo guardate, dopodiché venite qui e mi dite se vi è piaciuto o no.
Io devo dire che avevo aspettative un po’ bassette, tipo bassethound, però mi sono ricreduta assai. Ammetto che Adam Driver in Star Wars mi faceva abbastanza caaaa, però minchia, mi devo fustigare perché è proprio bravo. E’ uno di quegli attori che recita con tutto il corpo ed è un piacere guardare e riguardare le sue scene per cogliere ogni gesto e ogni sfumatura che riesce a dare. Non che Scarlett Johansson sia da meno, 

Ora posso tornare alla mia ossessione: Joaquin Phoenix. L’ho sempre amato ma non mi ero mai voluta fissare come invece sto facendo in questo periodo, che recupero interviste e film appena ho due minuti liberi. Che vi devo dire: over 40, problematico, misantropo, difficile. E’ proprio il tipo di uomo che piace a me, e il tipo di attore che entra così tanto nel personaggio da diventare il personaggio.
Lo dico, quest’anno ci sono film e attori davvero bravissimi, ma il mio cuore è con Joker e Phoenix.

E voi state seguendo le nomination agli Oscar di quest’anno? Avete dei favoriti? O ve ne sbattete altamente le natiche di questi Academy Award (che ammetto sono sempre più una farsa con troppa “politica” dietro, ma tant’è)?
Quali sono le vostre cotte Hollywoodiane?
Narratemi tutto, che io ho la febbre e domani ho un esame terrificante (linguistica tedesca) e devo distrarmi!

Pubblicato in: random, randomizzando

Opinioni pacate: The Witcher, Dracula, Midsommar

Visto che sono settimane che latito qui sul blog ho deciso che questo post lo inizierò pacatamente, cauta, in punta di piedi, per tornare un po’ di soppiatto come un ninja.

NESSUNO CAPISCE UN CAZZO.

Abbastanza calma e pacata, che dite?
C’è da dire che queste feste mi hanno tirato fuori una quantità di acido -gastrico e non solo- che potrei riempirci una cisterna e che ora riverserò verso chiunque mi capiti a tiro.

Poi lo ammetto, sono in biblioteca a studiare e pur di smettere di fare esercizi di tedesco mi metterei anche ad amputarmi le dita dei piedi, ma questo è un altro discorso.
Ora vi farò una carrellata di scleri su un po’ di film e serie tv, brace yourselves.

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Partiamo col botto: The Witcher,
Allora, non posso dire che non mi sia piaciuta per niente, però secondo la mia immodesta opinione è un grande, enorme MEH.

Allora.
Io capisco che voi, produttori di The Witcher, abbiate circa cinquanta centesimi di budget perché avete usato tutto il resto del grano per acchiapparvi Henry Cavill (E AVETE FATTO STRABENE MA QUANTO E’ FIGO MIO DIO DATEMI HENRY CAVILL SUBITO) però cazzo… ma che minchia di costumi sono quelli? Ma che è? Delle robe oscene che neanche dai cinesi IN SALDO si trovano, con uno stile che non ha minimamente senso.
Opinioni pacate e oggettive Sara, brava.
Scusate, mi calmo.
La versione edulcorata del mio pensiero è: ma che costumi bruttini, perdindirindina.

Non so bene perché, di solito non mi fisso così tanto sui vestiti, ma in questa serie mi saltavano particolarmente all’occhio per la loro bruttezza e per quello che non mi trasmettevano. Sarà che Game of Thrones (ultime stagioni) ci ha abituati a costumi pazzeschi, studiati in ogni minimo dettaglio, sarà che ultimamente sto guardando tanti film in cui colori, tessuti, forme hanno importanza quindi mi viene più immediato soffermarmi si queste cose, sarà che sono una rompi balle incredibile…però per me erano inaccettabili. Colori che sembravano associarsi a determinati personaggi (il blu per le maghe, per esempio) che poi si perdono completamente, stoffe bruttissime, colori inadeguati…
Tipo le tizie della foresta che hanno chiaramente dei tubini verdi con qualche foglia qua e là, il re che è vestito come un pezzente, Yennefer che se non mostra le tettazze (pazzesche) che si ritrova non è felice, i soldati che hanno le corazze di cartapesta… Ma oooooh datemi il Witcher nudo e basta così siamo tutti contenti!

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Passiamo a un’altra cosa: le linee temporali.
Posso dirlo papale papale, anche vista la violenza del Papozzo ultimamente?
Non si capisce un cazzo.
Sì, lo so, ho il quoziente intellettivo di una rana se non capisco e comunque era tutto voluto quel “ma chissà quando è successo questo che si intreccia con quello” per poi far capire le cose dopo puntate e puntate… però che palle! C’era bisogno di tutto sto mistero sulla successione degli eventi? Non mi è chiaro perché abbiano fatto ‘sta scelta, ma forse sono tarda io.

Tra l’altro un sacco di miei amici mi hanno detto che assomiglio a Yennefer. Suppongo volessero velatamente dirmi che sono gobba, deforme e tutta storta.
Grazie amici, vi voglio bene anche io.

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Una serie che a me è piaciuta UN SACCO ma ha fatto ca… a quasi tutti è Dracula della BBC, con il riconoscibilissimo tocco di mr Moffat e Gatiss (produttori di Sherlock!).
Oh, che vi devo dire, è trash in maniera perfetta.
Alla fine se non può essere trash una serie che tratta di un vampiro millenario che se ne sbatte il cazzo di tutto e di tutti e fa quello che vuole, quando vuole, come vuole, con battute cretine (che ho amato) e tanta teatralità…
Poi ho amato l’interpretazione di John Haffeman (Johnatan Harker nella serie) che mi ha messo i brividi nel finale della prima puntata. Inquietantissimo. Pazzesco. E pure Claes Bang a me è piaciuto molto, in barba a tutti quelli che dicono assomigli a Little Tony.

Ho deciso di non pronunciarmi su Pet Semetary (2019) perché non ho molto da dire se non “che noia”. Bruttino, inutile, dimenticabilissimo.

Ve l’ho detto, oggi solo opinioni pacate.

Chiudo il post con una menzione speciale ad un film che invece mi è piaciuto tanto tanto:

 “Midsommar” di Ari Aster, il regista di “Hereditary”… Bello. Curatissimo, finalmente un horror originale sotto molti punti di vista, che riesce ad essere inquietante senza ricorrere ai soliti espedienti del genere. Anche in questo film quello che fa davvero paura sono le relazioni umane.
Poi beh, trovarsi in una comune in Svezia dove sembra tutto idilliaco, bellissimo, naturale, per poi scoprire che le cose non stanno proprio così e non rispettare le regole della comune e mancare di rispetto alle credenze del posto può costarti parecchio… Beh, rende tutto effettivamente spaventoso. 

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Bello. Adoro la cura nella scelta dei colori, delle inquadrature, dei dettagli, del simbolismo e soprattutto del sottotesto riguardante le relazioni tossiche e della ricerca di libertà, che la protagonista riesce ad ottenere in maniera molto poco ortodossa.

Detto ciò, spero voi abbiate i miei stessi gusti e vi sia piaciuto tutto quello che è piaciuto a me, altrimenti riverserò la mia cattiveria anche su di voi.
Nah, scherzo, vi voglio bene in ogni caso. Forse. Non so.
Che cosa avete guardato voi in queste feste natalizie, capodannesche e befanose? Avete qualche consiglio da darmi su cose da vedere in un prossimo futuro? O avete da sconsigliarmi qualcosa che vi ha fatto proprio schifo?
Fatemi sapere, che qua voglio tornare attiva come non mai.
A presto, Spelacchiati!