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Conversazioni reali o immaginare tra me e un Pirla decisamente non qualunque.

Siamo nel cortile di un locale, nel retro, all’aria aperta. Stiamo parlando di David Foster Wallace e del suo suicidio.

Stiamo seduti vicini su una panca circolare intorno ad un grosso albero; se non fossimo io e il Pirla i soggetti della scena sarebbe tutto quasi romantico; c’è anche una lucciola che lampeggia vicino alla siepe, solo per noi, ma nessuno dei due commenta.

Non parliamo molto e lui non mi guarda. Non mi guarda quasi mai, in realtà, evita sempre i miei occhi.
Io invece i suoi li guarderei per ore.

“Credo di aver capito che animale sono, comunque” esordisco a un certo punto, rievocando una conversazione che avevamo avuto in compagnia qualche sera prima.

Mi lancia un’occhiata.

“Sono abbastanza sicura di essere una falena. Sai, di quelle grigette e marroncine, bruttine, che continuano a sbattere contro una lampada finché non stecchiscono.”
Non credo sappia di essere lui la lampada, al momento.
Lui sbuffa fuori il fumo dalla bocca “Sicuramente una somiglianza c’è: avete la stessa peluria.” 

Cretino.
Anzi, Pirla.
Gli do una sonora pacca sul braccio e lui ride.
Chissà se lo sente il mio cuore quanto si agita quando lui ride.

“Forse hai ragione, però” considera dopo un po’ “il problema è che tu… non so come o perché, ma tu vedi solo la luce, e ti sembra anche molto più accecante di quello che è in realtà. Non vedi i fili di tungsteno tutti sfilacciati, la ceramica sporca, la lampadina che sta per fulminarsi… “

“Qui l’unica che sta per fulminarsi sono io, mi sa.”
“No, tranquilla, su questo non ci sono dubbi: tu sei già più che fulminata.”

Stiamo un po’ lì.
Fumiamo, non parliamo molto; ci basta stare soli insieme per essere più tranquilli. O almeno, per me è così.
Vorrei appoggiare la testa alla sua spalla e respirare forte il suo profumo, ma credo che questo lo farebbe scappare alla velocità di Speedy Gonzales; si lascerebbe dietro solo una scia di polvere;
Mi devo ripetere sempre la stessa frase come un mantra: non mi vuole.

Allora incasso la testa tra le spalle e penso che anche se non è molto potrebbe bastarmi per sempre.

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Autoregali libreschi

Bom, ve la butto qui così questa foto delle mie zampette ricoperte da libri fighi.
Sono quattro autoregali che mi sono fatta per il mio compleanno, libri che volevo da una vita e che e che al momento (fino al 30 giugno) saranno disponibili -insieme a tutto il catalogo tascabili- col 25% di sconto in tutte le librerie che vendono Einaudi.
BUTTATEVI A CAPOFITTO, MIEI PRODI, e soprattutto fatemi sapere cosa comprerete!

  • Infinite Jest, di David Foster Wallace:
    Sono a pagina 50, è un libro stranissimo. Non avevo mai letto nulla di Wallace, ho voluto iniziare col botto: devo abituarmi perché è destabilizzante, ma mi sta stregando.
    “In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, Infinite Jest, cosí appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un’Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori.”

  • L’Arminuta, di Donatella di Pietrantonio:
    Ragazzi, l’ho finito in un giorno e mezzo.
    Adoro il modo in cui è scritto, come la Pietrantonio accosta le parole nelle frasi riuscendo a evocare tanto con poco.
    Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. “
  • 4,3,2,1 di Paul Auster:
    “A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy. Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d’accordo Borges e Dickens, un’avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno. “
  • Walden, Vita nei Boschi, di Henry David Toureau:
    “Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, e vi rimane oltre due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia nella natura o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole “marciare al suono di un tamburo diverso” e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, “Walden” è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità, una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all’accumulazione di ricchezza.”

E per chi cerca smalti che non costino un patrimonio ma che durino parecchio senza sbeccarsi alla prima occasione io mi sto trovando alla grande con quelli di Naj Oleari: 8 euro, colori classici e bellini più qualche colore pazzerello, e siamo a posto per l’estate.

Voi cosa state leggendo invece, ragazzuoli miei?

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Ciciarando di Game of Thrones: 8×05

La puntatozza comincia con Varys -che sarà una mia impressione ma è sempre più pelato– intento a scrivere una letterina a Babbo Natale. “Caro Babbetto, non è che io chieda tanto, solo un regnante che non faccia defecare a livelli estremi. So che nel mondo c’è chi sta peggio, in Italia c’è Salvini, in America c’è Trump, in Russia c’è Putin… Ma io ‘sta bionda psicopatica non la voglio, quindi ti prego spargi la voce che Jon è un Targaryen e siamo a posto. Io intanto cerco di avvelenarla, ma tu dammi una mano.” 

Il piano del nostro ragnetto tessitore però non va a buon fine perché Daenerys, in vista della prova costume, si rifiuta de magnà. “Ma mi avete vista? Ho preso tre chili, mi sono adagiata sui draghi in questo periodo.”

Tyrion, che io ormai ho soprannominato Cretyrion perché è diventato idiota, denunzia il tradimento dell’amico cicciotto; tutti insieme quindi facciamo “ciao ciao” con la manina al povero Coccia Pelata. Ci ricorderemo la boccia che avevi al posto della testa per sempre, Varys

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Dany dopo l’abbrustolimento del traditore chiama il dog sitter, Vermegrigio. “Tieni, questo è il collare di Missandei, lì nell’angolo trovi anche i croccantini e il guinzaglio”. 

Jon sopraggiunge nelle stanze della Regina e lei fa partire il pippone alla Sansa Stark: nessuno mi ama, nessuno mi vuole, preferiscono te, gnè gnè, il popolo non mi accetterà mai, mi temono e basta.

Jon sono cinque puntate che è impostato su una frase sola e anche stavolta non si smentisce.
“tu sei la mia regina”.
“Sì, ma tu sei il vero erede, è un problema”
“Tu sei la mia regina”
“Sì okay, però-“
“Sei la mia regina.”
“Jon-“
“Regina.”

Lei allora fa la panterona: gli si avvicina tutta seducente, roar, e gli fa “ma come, sono solo la tua regina?” e cerca di slinguazzarlo selvaggiamente, solo che Jon è deficiente fino al midollo osseo e si ritrae tutto schifato.
Ora, ammetto che l’atmosfera non era delle migliori visto che avevano appena arso vivo un uomo, però zio… Svegliati cazzo.
A questa sono schiattati due draghi, la migliore amica, parte dell’esercito, è in una terra straniera molto ostile, la stanno tradendo tutti, hanno cercato di farla fuori, rischia di perdere il trono, tu sei l’unica ragione per cui ha fatto tutto ciò che cosa fai ora? La abbandoni pure tu. 
PURE TU. 
Una frase lampeggia nel cervello di Daenerys e la terrorizza: niente più sesso.
Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, si vede proprio che l’idea di non vedere più il drago di Jon la fa sbarellare.

Intanto Tyrion continua la sua ascesa a “personaggio più stupido della serie”, credo che a questo punto se la giochi direttamente con Jon. Vi ricordate i bei tempi in cui aveva il guizzo geniale che salvava la situa? Ora manco a morire. Un pirla.
Ormai fa disastri su disastri, non capisce un cazzo, è sempre sconvolto dalle cose… zio, riprenditi perché qui manca una sola puntata e tu sei proprio stupido.

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Stavolta scopre che le truppe di Dany hanno catturato Jaime e lui va a liberarlo dicendogli “allora, adesso ti libero però tu vai, prendi Cersei e scappate in un’isola tropicale a farvi una vacanza, okay?”.

Beh, certo. Certo, Tyrion. Riusciamo tutti a immaginarci Cersei che molla ‘sto cazzo di trono a Daenerys senza neanche combattere per andare se un’isoletta sconosciuta con Jaime.
Tyrion, basta cercare di salvare le squame a tua sorella, è una vipera e deve schiattà, stacci. Piuttosto mettiti a pensare a quanto sarà felice Daenerys di sapere che hai aiutato il suo prigioniero a squagliarsela, imamgina. Secondo me ti dracaryzza in tempo record, e ti sta pure bene a questo punto.
E dire che un tempo eri il mio personaggio preferito…

Passiamo al mare che se no non ne usciamo vivi; Euron e la sua flotta sono lì a cincischiare in ammollo come le cozze quando compare qualcosa nel cielo. E’ un aereo? E’ un uccello? No, è SuperDrogon! 

Bon, panico.

Se l’altra puntata con mezza nave hanno arpionato Rhaegal in due secondi netti e hanno fatto sfacelo di tutte le navi dei nostri eroi stavolta sono diventati tutti deficienti. Una flotta di rimbambiti, forse pensavano di essere lì a prendere il sole e non a fare una guerra perché stanno tutti lì col naso per aria a urlare senza fare assolutamente nulla! In trecento non riescono a colpire Drogon manco di striscio e il lucertolone se la spassa a zigzagare tra le navi sputacchiando fuoco e fiamme come se non ci fosse un domani.
Tempo tre minuti e la flotta di Euron è stata spazzata via, a quest’ora avrà raggiunto le profondità degli abissi come il Titanic.
Boh.
Non ho parole.

Come se non fosse già tutto abbastanza improbabile Drogon e Daenerys si lanciano ad Approdo del Re e sfondano tutto: muri, soldati, case, libri, auto, fogli di giornale, che anche se non valgo niente per lo meno ho teeee… Ops.

Poi scopriamo che Dany oltre ad essere la Prima del suo Nome, Spezzatrice di Catene eccetera eccetera è anche il nuovo Messia e che ha già compiuto il miracolo: ha fatto risorgere i Dothraki e gli Immacolati.

No allora, dai eh, eccheccazzo. Erano rimasti in quattro. Quattro più due cavalli, a esagerare, e in più tutti mezzi morti dopo lo scontro con gli zombie. Com’è che ora sono tutti lì a fare i pazzi “auauauau” e decapitare gente a caso? Ma che stiamo facendo? Ma da dove sono sbucati? Li hanno coltivati come il grano? Sono stati in un centro pokémon?

Quesiti che non otterranno mai risposte a parte, stavolta a farsela sotto non sono i nostri, ma gli uomini di Cersei, che, impavidi come Leone Cane Fifone, si arrendono dopo quattro secondi di battaglia. Spade a terra, campane che suonano, tutti tirano un sospiro di sollievo perché non c’è stato quasi spargimento di sangue…

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E Dany si sbrocca.
In groppa a Drogon si vede proprio la scintilla di pazzia nei suoi occhi, il guizzo da testa di cazzo.
Fissa la Fortezza Rossa, le viene un languorino e via: “‘Oh raga, grigliata?” e parte. 

Parte come Salvini quando vede un clandestino, parte come DiCaprio quando c’è un tricheco da salvare. Dracarys di qua, Dracarys di là e senza alcuna logica nè ragione si mette a distruggere completamente Approdo del Re e tutti i civili -donne, uomini e bambini- che cercano disperatamente riparo.

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NIENTE PIU SESSO!?

(Poi qualcuno deve spiegarmi con che materiali hanno costruito Approdo del Re, perché il fuoco a quanto pare fa esplodere muri di mattone, incendia pietre, distrugge qualunque cosa… Ma che ha magnato Drogon prima di  andare in battaglia?)

Jon intanto è diventato educatore cinofilo e mentre tutti impazziscono cerca di tenere i suoi uomini in disparte: “No, fermo. Seduto. Resta, resta! Bravo!”

Nel frattempo c’è la battaglia dei cretini tra gli scogli: Euron e Jaime sono lì a fare l’elicottero col pene ma la situazione degenera e si mettono a duellare per l’onore e la vagina di Cersei; alla fine della fiera Jaime si becca due pugnalate ben assestate che lo fanno quasi schiattare mentre Euron si prende una lancia dritta nello stomaco e schiatta così, solo tra gli scogli. Regà con qualche puntata in più lui sarebbe stato un cattivo bellissimo secondo me, che dispiacere vederlo morire così presto…

Intanto Mastino e Arya Fresca, non si sa come, sono arrivati alla Fortezza Rossa senza che nessuno neanche provasse a fermarli. Loro vanno, fanno cose, nessuno si pone domande, anarchia totale.
Arya finalmente c’è quasi, l’obiettivo per cui si allena da mille anni è finalmente a portata di zampetta: può finalmente accoppare Cersei… Solo che il Mastino la prende un attimo da parte: “Zia guarda che se non la accoppi tu lo fa un altro, non c’è bisogno che muori pure te. Vattene, dai.”

E lei cosa fa? Prende e se ne va.

A due metri da Cersei.

Ma vaffanculo.

Evento sportivo più atteso del mondo: il Cleganebowl. Preso dalla foga del momento la Montagna per prima cosa spatascia Qyburn contro un sasso con la stessa naturalezza con cui io potrei dare una schicchera a un moscerino, dopodiché comincia a combattere col fratellino che lo saccagna di mazzate; spadate di qua, infilzi di là, pugni, calci, morsi, sputazzi ma niente, quello è uno zombie psicopatico e nulla si può contro di lui. A un certo punto La Montagna acchiappa Sandor e fa per spappolargli gli occhi come aveva fatto con Oberyn, ma il Mastino è tutta la vita che si prepara a questo duello e mica ci sta a diventare l’Andrea Bocelli di Westeros, quindi non si sa bene da dove tira fuori un pugnalazzo e accoltella il fratello in un occhio. Poi prende la rincorsa come un rinoceronte e, sprezzante del pericolo, carica La Montagna: i muri di cartapesta della Fortezza cedono e i due precipitano di sotto, tra le fiamme di Drogon che stanno incenerendo la città.

… Devo commentare in qualche modo o fate voi per me?
Bella visivamente eh, una scena pazzesca, però cazzo… che è?

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Guardate che roba sta scena, è pazzesca. Sembra un dipinto

Intanto Cersei e Jaime si abbracciano, si sbracciano, si incollano l’uno all’altro… “Sei ferito”

“Non importa”

“Stai sanguinando”

“Non importa”

“Stai diventando viola”

“Vai tranzolla.”

Come dei veri stronzi cercano pure di svignarsela come gli aveva proposto di fare Tyrion solo che il passaggio è bloccato quindi alla Circe non rimane che piagnere. “Non voglio morì, non voglio morì, non farmi morì” ma la Fortezza sta crollando come un castello di carta, e al personaggio più odiato spetta la morte più poetica: abbracciata all’uomo che ama da tutta la vita muore spiaccicata dal crollo del palazzo.

POI PERO BERIC E EDD ME LI AMMAZZATE COME DEI CANI, MALEDETTI INFAMI VI ODIO TUTTI

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Lena però è bellissima sempre, com’è possibile

Fine della fiera Approdo del Re è stato distrutto completamente, migliaia e migliaia di civili sono finiti arrostiti, Jon è sconvolto dalla crudeltà di Daenerys e io già mi immagino Sansa con la sua faccia da schiaffi a gongolare “te l’avevo detto”.

Questo episodio mi è piaciuto così poco che anche scherzarci su diventa difficile. A voi è piaciuto? Fatemi sapé, che io sono incazzatissima per come abbiano bruciato (ah ah, bruciato) la penultima puntata.
BAH.

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Paturnie e lamenti del sabato notte

Spelacchiati del mio cuoricino, stanotte va cosi. Stanotte piango e mi dispero per motivi futili, che vi devo dire… mi sembra di essere tornata sedicenne, grazie al cielo almeno non devo fare verifiche di matematica. Brividi solo a pensarci.

Per fortuna, come diceva una donna molto più bella di me, “domani è un altro giorno”.

Un altro giorno in cui spero di non fare minchiate, detto proprio cosi, in maniera delicata e signorile.

In realtà non penso di aver fatto niente di male, certamente non lo chiamo “errore”… Dai, lo dico: ho baciato una persona. Un amico. Entrambi single, entrambi ubriachi, ci siamo fatti prendere dal momento. Anche più di un momento, a dirla tutta. Ci siamo fatti prendere dalle ore, piu che altro.

Non so cosa mi sia successo, di solito quando sento di stare per agire di impulso mi prendo mentalmente a schiaffi finché non torno abbastanza lucida da pensare alle conseguenze e, in genere, evito di fare qualunque cosa… stavolta mi sono lasciata prendere la mano. Letteralmente, mi ha preso la mano nella sua mentre mi stringeva i fianchi e mi baciava con passione sotto casa mia.

E ora? Ora il mio cervello va in tutte le direzioni. Perché è successo? Mi piace? Gli piaccio? Era una cosa fisica e basta? Ho rovinato gli unici rapporti che per me contano davvero? L’ho ferito? Dovrei scrivergli per parlarne? Facciamo finta di niente? E se lui e gli altri non vogliono più avere a che fare con me perché ho scombinato l’equilibrio della combriccola? Perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?

E il suo amico, Il Pirla cosa ne penserà? Mi sono giocata tutte le possibilità che avevo con lui per una limonata sotto casa mia, perché sono cosi deficiente?

Dio, ti prego, vieni a prendermi.

Ragazzi, scusate. Stasera va cosi, domani mi metto a rispondere a tutti i vostri commentini, che adoro sempre ❤️

Se volete insultarmi nei commenti perché sono un esserino debole è patetico fate pure, nessuno vi fermerà. Se invece volete narrarmi della vostra vita sentimentale e dei trusci che avete passato penso vi vorrei ancora più bene!

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Ciciarando di Game of Thrones 8×01: Winterfell

Allora spelacchiati e spelacchiate del mio cuore, ci sono. Sono entrata anche io nel vortice “Trono di Spade”. In realtà ci ero già dentro da una vita perché ho letto i romanzi, ma ora mi sto guardando la serie tv e questa ottava stagione ho pensato di condividerla con voi. Fatemi sapere se vi va di leggere i miei commentini cretini alle puntate o se è meglio che io mi dia all’ippica!

Episodio uno: Winterfell

La puntata si apre con una vagonata di Immacolati che marciano tutti impettiti e grigetti a Grande Inverno sotto lo sguardo molto poco accogliente e molto poco ben disposto della popolazione del Nord; tanto malumore lo capirei solo se in città stesse arrivando Salvini, onestamente, non una barcata di uomini mezzi nudi e fighi, ma ognuno ha i suoi gusti… E quelli del nord hanno dei gusti proprio pessimi.

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Poi c’è il momento della premiazione “fratello più espansivo del mondo”, vinto a mani basse da Bran Stark che ogni volta che si ricongiunge con un familiare sembra gli abbiano messo un sacco di letame sotto al naso; stavolta Jon se lo sbaciucchia tutto e lui quasi lo infilza col suo naso adunchissimo. “Non sono Bran, sono il corvo col terzo occhio”
“…Sansa, chiami tu la neuro o faccio io?”
Povero Jon.

Dopo sette stagioni uno penserebbe che ormai Sansa si sia tolta quel palo dal deretano ma non è così e infatti, ricongiunta con il suo ex marito Tyrion Lannister -alias il mio personaggio preferito- fa la sbruffoncella da quattro soldi e lo tratta male e in soldoni gli dice che è un cretino.
Disse quella che è stata salvata da trecento persone diverse se no marcirebbe ancora ad Approdo del Re…

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Jon nel frattempo incontra finalmente Arya, che gli si abbarbica addosso come un koala col suo eucalipto, ma chiaramente la ragazzina ha preso una botta in testa perché mentre chiacchierano del più e del meno, del per e del diviso, dice “Sansa è una delle persone più intelligenti che io conosca”.
Arya, ma chi hai conosciuto nella vita? Solo lumache senza guscio ed esseri con le capacità cognitive di un mollusco?

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Che belluzzi

Capitemi, ho apprezzato il cambiamento di Sansa dalla prima a questa stagione, però è proprio una rottura di balle con tutti. (Sophie Turner comunque è B E L L I S S I M A)


Cersei intanto se ne sbatte le sue regali chiappe dei Morti e pensa solo a conquistare tutto quanto, se invece di sette i regni fossero centocinquanta lei li vorrebbe comunque impadronirsi di tutti quanti.

Euron Greyjoy fa di tutto per accaparrarsi un posto d’onore nel mio cuore: battute stupide, doppisensi a iosa, arroganza a palate, una certa tendenza alla pazzia totale… E’ proprio il personaggio di cui potrei innamorarmi. Ora ha portato Yara ad Approdo del Re come regalo alla regina, con la quale vuole finalmente congiungersi carnalmente. (Avete visto come sono aulica e delicata? Congiungersi carnalmente… Sono proprio una lady.)

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Theon dopo aver salvato la sorella ed essersi fatto crescere un paio di metaforiche palle gigantesche decide di tornare a Winterfell per combattere con gli Stark alla ricerca della redenzione. Red Theon Redemption, nuovo videogioco della Rockstar.
Passiamo poi a una scena carina ma con dei dialoghi PENOSI, ovvero la gara sui draghi di Jon e Dany. Concordiamo tutti che le battute di Daenerys non fanno ridere? Prima del suo nome, Khaleesi del Grande Mare d’Erba ma io aggiungerei anche Madre dei Draghi e Delle Battute Brutte.
“A cosa mi aggrappo?” “A quello che puoi”
“E se non vuole essere cavalcato?” “Allora è stato un piacere conoscerti”
Mah.
Dany? Non passeresti neanche il provino per Colorado, pensa a ‘sti sette Regni cazzo.
Fotograficamente però è una scenona, mi è venuta una voglia di saltare su una lucertola gigante e mettermi a zigzagare tra i palazzi… A voi no?

Daenerys in questa puntata

Scemo sì ma con pomì il signor Jon Snow avvista una cascata e pensa bene di fare il figo, quindi accosta il drago il doppia fila e si mette a limonare con la Khaleesi sotto lo sguardo di somma disapprovazione di Drogon, che è chiaramente pronto a staccargli la testa.


Arya flirticchia con Gendry, che effettivamente è un bel pezzo di figo quindi BRAVA ARYA SEI TUTTE NOI, e gli commissiona un’arma di acciaio valyrian così che possa anche lei mettersi a trucidare i morti non morti come se non ci fosse un domani. E in effetti un domani rischia di non esserci, quindi non ha tutti i torti. 

Torniamo poi a Sansa che fa la ramanzina a Jon “Gnè gnèèèè, sono Lady Staaark, hai dato via la coronaaa, Daenerys ci ha invasi, gnè gnèèèè! Ti sei inginocchiato a lei per salvare il nord o perché la ami?”
“MI SONO INGINOCCHIATO PER FARLE UN CUNNILINGUS, OKAY?!”
Questo è quello che avrei risposto io dall’alto della mia signorilità, Jon però opta per il fare una faccia da pesce lesso e stare zitto perché comunque è sempre un mezzo pirla, non si può pretendere troppo.

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Infine passiamo alle note dolenti: Sam. Sam che parla con Daenerys e scopre che lei ha ucciso suo padre e suo fratello. Sam con il labbrino tremulo che cerca di non piangere. Sam.
NESSUNO FA PIANGERE SAMUEL TARLY, OKAY? NESSUNO, LUI E’ TROPPO BUONINO PER QUESTO MONDO CATTIVO, QUALCUNO GLI DIA DELLE GIOIE.
Va a piagnucolare da Jon ma lui ormai dopo aver infilato il suo drago nella regina ha i neuroni che urlano in lingua Dothraki; alla fine Sam gli dice la verità sulle sue origini e che lui è Aegon Targaryen, di fatto l’erede al Trono di Spade.

La puntata si chiude con due dei miei personaggi preferiti: Eddison e Thormund.
“State indietro, ha gli occhi blu!”
“Ho sempre avuto gli occhi blu!”
Stavo ululando dal ridere, li amo.

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E niente, questo per ora è tutto. Voi state seguendo le puntate? Io per la terza sono IMPAZZITA, non vedo l’ora di parlarne se a voi va di leggermi. Fatemi sapere tutto, dalle teorie ai personaggi che amate o odiate, commenti su attori e attrici bellissimi e chi più ne ha più ne metta!

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Il mio ex si sposa

Il mio ex si sposa.
Non so bene come commentare se non con un sempre elegante ed appropriato SBARAQUACK, come Paperino quando è all’apice dello sconvolgimento psicoemotivo.

Essendo io cretina ma sino a un certo punto sapevo che prima o poi sarebbe successo, che si sarebbe accasato e magari avrebbe anche procreato, però ero convinta che quando questo fosse successo io sarei stata un po’ più felice ed appagata della mia vita di come lo sono ora.

Onestamente non pensavo a lui da veramente tanto tempo, e ho lasciato andare rabbia e rancore molto tempo fa raggiungendo uno stato di pace e indifferenzza; almeno così pensavo, perché da quando la mia amica mi ha avvisata di questo matrimonio io mi sento strana.

Non sono triste, però continua a ronzarmi in testa questa cosa. Lui che si sposa. Lui che si lega in questo modo a una donna.

Noi eravamo piccoli, stupidi, impetuosi. Mi ricorderò sempre le risate, i baci al cinema, il sesso. Con lui ho fatto l’amore per la prima volta e ringrazio il cielo di averlo fatto con un ragazzo che mi ha fatta sentire bellissima senza vestiti, ho sentito dei racconti traumatici sulle prime volte ma io non posso proprio lamentarmi.

Vorrei tornare con lui? Assolutamente no, Dio me ne scampi.
Vorrei vederlo morire tra atroci sofferenze? Nah, ho passato quella fase ma è finita. Ho anche buttato la bambolina voodoo con le sue sembianze piena di spilli.
Quindi non so quale sia il mio problema, forse ‘sto solo à rosicà, forse mi fa solo strano che qualcuno che conosco faccia un passo così grande mentre io domani mi sveglierò -tardi- nel mio letto a una piazza, mi struggerò per il Pirla che non mi ama e passerò la giornata a pensare a chi morirà ne Il Trono di Spade.

Quando si dice “priorità”.

Ps: Va bene tutto ma se qualcuno tocca Davos o Bronn mi uccido.

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Una mia amica mi ha chiesto di farle da testimone di nozze.

Posso fare un commento a caldo, con la mia solita, signorile, eleganza?

Porca troia.

“Ma sei sicura?”

“Certo che lo sono!”

“Scusa, volevo esserne proprio certa… Per caso hai picchiato la testa e poi vomitato, recentemente?”

No perché io capisco tutto eh, però che lei non abbia trovato un’altra anima a cui chiedere di fare da testimone mi pare strano..

“Ma io voglio te, Sara”

Ah.

… sicura sicura di non aver preso craniate?

Scherzi a parte, io non sono mai stata a un matrimonio e, onestamente, penso di essere la persona meno adatta a questo ruolo.

Sulla parte del supporto morale ed organizzativo posso anche farcela (forse) perché in fondo mi piace essere utile, è tutta la faccenda della cerimonia a non garbarmi particolarmente.

Essendo io agnostica come Gregory House (regá ma vedete che serie tv vi cito?) per me la parte in chiesa non ha alcun significato. Renato Zero. Potrebbero celebrarlo al McDonald, per quel che mi riguarda, e avrebbe lo stesso significato.

Scambiarsi i voti innanzi a Dio… mah. Non mi convince.
Perché, comunque, dovrebbe importargliene qualcosa a Dio? Non ha cose un filino più importanti a cui pensare?

Per esempio, Onniscente e Supremo, io sono ancora single e con gli ormoni in giostra, si può fare qualcosa? Grazie.

Dicevamo… mi devo sorbire la cerimonia in chiesa. Okay. Posso farcela.

“Guarda che non puoi bere”

Cazzo.

Non posso farcela, ma cercherò di non sbronzarmi troppo.

È che io i matrimoni in generale non li capisco.

Se dovessi spendere millemila euro li spenderei tutti in viaggi pazzeschi: Islanda, Nuova Zelanda, Africa, Norvegia, Circolo Polare Artico… altro che centrotavola e bomboniere.

Poi a un certo punto la mia amica distoglie lo sguardo.

“Ehm, pensavamo di invitare anche Pinco e Pallo…” e mi guarda di sottecchi.

Pinco e Panco sono due dei miei ex.

“Tranquilla, è acqua passata. Poi da qui all’anno prossimo fanno in tempo a morire tutti e due.”

Vi immaginate che situazione simpatica? Un tavolo solo con miei ex. Chissà che conversazioni avvincenti, che piatti fondi lanciati in pieno viso, che accoltellate poetiche…

E poi dovrò fare il discorso, il famigerato discorso.

“Ti prego, niente di troppo imbarazzante… “

Io non faccio promesse, donna.

“E ti imploro, ti supplico, cerca di arrivarci sobria…”

Allora, vuoi anche dirmi di non respirare? Vuoi dire al sole di non splendere, agli uccellini di non cinguettare e alle rane di non saltare? 

Dirmi di non bere e non essere imbarazzante è come chiedere a Salvini di essere una persona con un quoziente intellettivo superiore a due, come chiedere a DiCaprio di recitare male o ai comici di Colorado di far ridere… non si può! 

Infine, spelacchiati cari, mi ha detto di che colore dovrò vestirmi.

Giallo.

Non mi resta che capire se uccidere lei o me stessa.

Hasta Luego, spelacchiati.