Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Ciance sparse: Decalogo molto serio del Coronavirus

Spelacchiati e Spelacchiate del mio cuore nero e tenebroso, mi sembra giusto informarvi di una cosa che potrebbe esservi sfuggita.
In Italia ci sono dei casi di COVID-19.
Lo so, lo so, non ne avete sentito parlare ad ogni TG e non l’avete letto su ogni giornale (pure il giornalino di Gian Burrasca) in questi giorni, ma fidatevi di me.

Visto che l’argomento è particolarmente serio e sentito ho deciso di dedicare un post a questo simpatico virus che ha deciso di farsi una vacanza nella meravigliosa Italia, in fondo perché negargli sole, mare e cibo bbbbuono?
Ne approfitto per riguardare con voi il decalogo da buona persona anti-coronavirus:

Decalogo Coronavirus-2

Lavati spesso le mani
Sacrosanto. Cioè, non dovrebbe servire un invito scritto per ricordarvi di lavare le mani, zozzoni, ma tant’è…
Già che ci siamo non possiamo approfittarne e riferire al mondo che lavarsi, in generale, é sempre una buona idea, tutto l’anno? No perché ogni volta che entro su un treno o in aula studio c’è un tanfo di taleggio e minestrina che prima o poi spacco tutto e faccio una strage, altro che virus letale.
(Ho anche il nome da killer: SARS)

Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
Beh su questo non ho problemi.
La prima cosa che chiedo a chiunque è “scusi ma lei soffre di infezioni respiratorie acute?” e se la risposta è “sì” apro il fuoco.
No problem

Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
Fortuna che ho imparato a farlo con i piedi, sono a posto.

Copri naso e bocca se tossisci o starnutisci.
Mannaggia, i miei giorni da untrice (s)mascherata sono finiti.
Non so voi ma io di solito mi apposto per starnutire proprio in faccia agli sconosciuti. Mi piazzo dietro gli angoli, tra le fronde degli alberi e ZAC, al momento più opportuno colpisco come un ninja.

Non prendere farmaci né antibiotici a meno che non siano prescritti dal medico
Tanto non prendo neanche quelli che mi prescrive, figurati

Pulisci le superfici con disinfettante a base di alcol o cloro
Ma le superfici di cosa?
Dei laghi? Dei mari? Di ogni cosa che incontro sul mio cammino?

Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
E se sospetto di assistere una persona che sospetta di essere malata?
E se sospetto di sospettare di essere sospettato?
Potrei andare avanti per sempre

I prodotti “MADE IN CHINA” e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
Anche se il pacco che ho ricevuto ha un timer e ticchetta, quindi?

Contatta il numero verde 1500 se hai la febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.
Ma i 14 giorni partono da quando leggo il decalogo, giusto?

Gli animali da compagnia non diffondono il virus
Il mio pandolino cinese sarà contento di saperlo


Dai regà state calmi, tranquilli e sereni PORCA LA PUTTANA che qui mi sembra che l’isteria collettiva stia degenerando.
I miei genitori sono incollati al tg ventiquattr’ore su ventiquattro, tra poco gli stacco la corrente (oltre che la testa), la mia città è semi-deserta senza alcun motivo, la gente non parla d’altro e pure qui i supermercati sono mezzi vuoti.
Ma tutto bene, zii? Ma potete gestire le cose in maniera vagamente normale?
Ben vengano le precauzioni (che sono anche un dovere civile) e lo stare all’erta, non è che vi dico di andare a Lodi a limonare con chi scatarra qua e là, ma ‘sta psicosi collettiva anche no, grazie.
E voi come state gestendo l’ansia, il panico e il terrore? Vi siete già scavati bunker o vi siete nascosti sotto le pietre negli stagni? O siete scialli e ve ne sbattete le natiche di questo virus birbantello? Fatemi sapere, che qua la pazzia è in agguato!

Pubblicato in: Cinema, Cinemando, Senza categoria

Gente che sclera: Oscar edition

DOPO IERI SERA PARASITE MI HA ROTTO I COGLIONI E IL PRIMO CHE ME LO NOMINA VERRA’ MALMENATO, LEGATO A UNA SEDIA E COSTRETTO A GUARDARE QUELLA DISGRAZIA CINEMATOGRAFICA CHIAMATA “PICCOLE DONNE” PER DUE GIORNI DI FILA, IN LOOP.

Risultato immagini per parasite oscar

Scusate, questi Oscar mi hanno provata fisicamente ed emotivamente.
Capitemi, ho fatto la diretta a casa del mio pirlissimo miglior amico e abbiamo bevuto, mangiato e zabettato tutta la notte, per concludere alle cinque con me idrofoba perché insoddisfattissima delle vittorie assegnate.

Risultato immagini per parasite
“Para paraaa parasite” famosa canzone dei Coldplay


Ora, a me “Parasite” di Bong Joon-ho (che per comodità io chiamo Ching Chong Chung, anche se forse potreste tacciarmi di razzismo…e avreste ragione) è piaciuto. E’ un film figo, con una trama originale, un’ambientazione semplice ma super efficace -come una mossa di Pikachu-, che riesce a far salire piano piano un’ansia assurda… PERO’ QUATTRO CAZZO DI OSCAR COSI’ IMPORTANTI MA MORTACCI VOSTRI SONO TROPPI!
Come cantavano i Backstreet Boys: tell me why. Qualcuno mi dica perché.
Miglior film straniero, miglior film, miglior sceneggiatura originale e miglior regia.
Vuoi anche una miglior fetta di chiappe o siamo a posto così, Ching Chong?
(Ammetto che lui mi ha fatto riderissimo, fa schiattare, sembra super simpa).

Risultato immagini per 1917 gif

Sarà che mi sono piaciuti troppi film quest’anno, che vi devo dire…
Tipo “1917“, che ha diviso il pubblico ma oh, a me è piaciuto tantissimo e pensavo che nessun film di guerra potesse mai piacermi in codesta maniera.
La trama è banale: due soldati che devono andare da un punto A ad un punto B attraversando il territorio nemico per evitare un massacro, ma è raccontato così bene, con un lavoro così ENORME dietro, con un sonore incredibile… Madò.
Per chi non lo sapesse, “1917” è girato in modo da sembrare un unico piano sequenza (ovvero un film che sembri girato con uno solo “take”, una sola ripresa senza tagli) quindi le scene girate erano lunge dai cinque ai sette minuti e ogni movimento era calcolato alla perfezione… Se vi interessano queste cose andate su youtube che io ci ho passato i giorni ad ascoltare il regista e guardare i backstage, pazzeschi.
Poi oh a me ha emozionato proprio… Quando lui alla fine comincia a correre e si fa quei trecento metri alla Usain Bolt avevo i brividi.
Insomma. regà, su dieci Oscar a cui era candidato se ne è presi tre, tutti tecnici, e per di più quello agli effetti speciali non l’avrei dato a lui ma a…

Risultato immagini per the irishman cgi old

The Irishman.
Ammetto che non avevo voglia di guardarlo, ‘sto uomo irlandese. Nonostante il cast stellare e la regia di Scorsese ogni volta che mi dicevo “dai, stasera te lo spari, Sara” poi cominciavo a cincischiare, cercavo scuse, insomma mi mettevo a cazzeggiare al pc perché l’idea di tre ore e mezza di film mi turbavano l’anima.
Poi io con i film sulla mala non è che vada proprio a braccetto… Eppure a me è piaciuto pure questo. Non so, forse sto impazzendo, non mi riconosco più.
Dicevo che gli avrei dato a mani basse il premio per i migliori effetti speciali perché nel film tu vedi ‘sti attoroni in tutte le salse: vecchissimi, giovanissimi, di mezza età, con un piede nella fossa, praticamente in fasce… E io pensavo fosse un mega lavoro pazzeschissimo dei makeup artist, ma mi sbagliavo: le trasformazioni sono tutte in digitale, e per non rompere er cazzo agli attori mettendogli i sensori in faccia hanno lavorato solo sulle immagini, girando con due telecamere di cui una a infrarossi.
Assurdo.
Anche qui, io spiego tutto un po’ ad cazzum ma se volete documentarvi trovate tutto sul grande e meraviglioso internet.

Ora attenti che qua mi incazzo di nuovo, sento già la pressione salirmi. Devo inalare dello xanax.
MA QUALCUNO MI SPIEGA PERCHE’ CAZZO HA VINTO LAURA DERN? E SOPRATTUTTO CHI MINCHIA E’ LAURA DERN?
Ora, con tutto il rispetto perché a me la sua parte in “A marriage story” è piaciuta e ho trovato i monologhi molto intelligenti… QUINDI AL MASSIMO OSCAR ALLA SCENEGGIATURA! Quanto sarà stata in scena lei, venti minuti?
Sono perplessa.
Mi sono persa qualcosa? Perchè diamine è così acclamata questa donna in questo periodo? Qualcuno mi illumini di immenso, che ‘sta vittoria mi brucia come se avesse soffiato la statuetta dorata a me medesima in persona.
Io tifavo Scarlet Johansson senza alcun pudore, vaffambagno. In JoJo Rabbit mi è piaciuta TANTISSIMO, per me ha vinto lei, caso chiuso, ciao.

Di Joaquin Phoenix non ho nulla da dire se non che se avessero dato il premio a qualcun altro avrei comprato istantaneamente il biglietto aereo e sarei andata a picchettare al Dolby Theater.
Sì, potrei essere innamorata di lui.
Send Help.
(Se sei Joaquin Phoenix e stai leggendo: send nudes.)

A marriage story” come ho già ampiamente detto qui sul blog mi è piaciuto tantissimo soprattutto per l’interpretazione di Adam Driver che è stato incredibile, anche il modo in cui gli si gonfiavano le vene nelle scene di incazzature sembrava perfetto.
Non so perché ma ogni tanto torno a guardare la scena della loro litigata epica e ogni volta c’è un gesto, un cambiamento di tono, un qualcosa nel modo di recitare di quel quaglioncello che mi fa pensare “miiiiinghia, che bravo”.
Vi lascio il link del video, va.

https://www.youtube.com/watch?v=FDFdroN7d0w

Joker
Anche qui mi è dispiaciuto assai che abbia ricevuto solo due statuette anche se mi rendo conto che non avrebbe potuto vincere altro… Però per quello che mi ha trasmesso gli darei un premio speciale. E’ comunque diventato iconico nel momento in cui è uscito in sala quindi chissenefrega di sti ometti dorati alla fine.

Concludo questo post con un’opinione che potrebbe farmi linciare: Brad Pitt non meritava l’Oscar.
Bon, l’ho detto, ora fuggo in Messico.
Insomma, è bellissimo e non è proprio un cane a recitare, ma da qui ad avere un Oscar ne passa di acqua sotto i ponti… Ha lo stesso numero di statuette di DiCaprio, dico solo questo.

Credo dunque di aver finito, in caso scleriamo tutti insieme nei commenti perché ora DEVO sapere voi cosa ne pensate di questi film e di questi Oscar: siete soddisfatti? avete vinto il toto-statuette? Quale film vi è piaciuto di più e quale di meno? Anche voi alla quarta vittoria di Parasite stavate per scagliarvi contro il televisore urlando improperi?
Fatemi sapere di tutto e di più che qua la questione è calda.

Pubblicato in: film, filmando, recensione, Senza categoria

Filmozzo da Oscarozzo: Storia di un Matrimonio

Image result for oscar 2020

Non so voi ma a me il periodo degli Oscar emoziona sempre assai. Che vi devo dire, il cinema è una delle mie passioni e per quanto a volte gli Academy Awards siano deludenti, ingiusti e chi più ne ha più ne metta offrono sempre una lunga lista di film meritevoli.
In questi giorni io mi sto buttando nella maratona “film da Oscar”, e devo dire che sta andando alla grande: questo 2020 i film sono davvero belli. Curati, dettagliati, con un lavoro dietro che lo percepisci in ogni frame quanto si siano fatti il mazzo tutti quanti per fare ‘sto film.
Ed è proprio emozionante rendersi conto di queste cose. Intuire o almeno in parte cogliere i ragionamenti dietro ad alcuni movimenti di camera, di alcune scelte cromatiche, di certe inquadrature, di determinate scelte attoriali e soprattutto è bellissimo guardare le performances di attori pazzeschissimi.
Insomma, è come se mi stessi reinnamorando del cinema, quindi temo sarò ancora più cattiva con i film brutt.

Allooooooora, di che parla questo filmozzo bellozzo chiamato “Storia di un matrimonio”, di Noah Baumbach?
E’ presto detto.
Non aspettatevi chissà che tramona incredibile eh, è bello proprio perché è una storia spaventosamente normale, quasi banale… se un divorzio potrà mai essere definito banale. 

Image result for marriage story gif

Charlie e Nicole, Nicole e Charlie.
Il film si apre con entrambi che tessono le lodi l’uno dell’altro.
Nicole è incredibile, pazzesca, indomabile, divertente, buona d’animo che Madre Teresa in confronto era una strega, e poi è un’Avenger quindi di che stiamo parlando?
E lei pure, fa una sviolinata che nemmeno Tchaikovski “Lui è il padre migliore dell’universo, è indipendente, coraggioso, fa sentire tutti a loro agio, è un direttore teatrale stellare, e c’ha anche una nave spaziale. E poi sa usare la spada laser, tiè.”
Queste sdolcinatezze sono cose che i due non si diranno mai poiché sono lettere che hanno scritto come compito per la loro seduta dal consulente che li segue nella separazione.

Il film prosegue facendoci capire perché effettivamente la coppia non funzioni: lei è un Avenger, lui è un supercattivone che vuole conquistare galassie… ah no, scusate.
Uno dei problemi è che lei era un’attrice piuttosto famosa prima di sposare lui e andare a lavorare per la sua compagnia teatrale: la sua carriera e la sua celebrità sono andati piuttosto bellamente a farsi friggere mentre la notorietà di lui è esplosa fragorosamente. In più Nicole è diventata non solo moglie ma anche mamma, due ruoli che hanno preso il sopravvento nella sua vita facendole chiedere che cos’altro fosse lei un tempo, prima di tutto questo. Si sente persa, confusa, e i suoi desideri le sembra vengano sempre messi da parte.
Charlie invece ha avuto un’infanzia difficile, è cresciuto praticamente da solo e grazie al suo talento si è guadagnato una reputazione di “genio” della drammaturgia, alimentando il suo ego e il suo attaccamento al lavoro.
C’è un cattivo in tutto questo? No. Sono due esseri umani imperfetti come chiunque altro, che si scontrano con la normalissima problematica del non comunicare abbastanza, il che li allontana sempre di più.

Ci sono parecchie scene toccanti -dal monologo di sei ore di Nicole con una Scarlet Johansson struccata, sull’orlo del pianto, che racconta la storia della sua vita e del suo matrimonio alla scena finale di Charlie che si commuove e ci fa piangere tutti- ma quella più famosa e più bella è sicuramente quella del litigio furioso tra Charlie e Nicole.
Stanno cercando di accordarsi tra loro in modo civile perché hanno capito che i loro avvocati li faranno scannare senza pietà, ma la loro calma conversazione diventa un litigio isterico, con due interpretazioni p a z z e s c h e.
“Tu sei un infame, pallone gonfiato, fai schifo e puzzi pure!”
“E tu sei una capra, fallita, fai cagare e piuttosto che stare con te mi limono un cactus!”
Insomma, cattiverie di una certa levatura.

Image result for marriage story fight gif

Non vi dirò come finisce il film, furbetti, andate su Netflix e ve lo guardate, dopodiché venite qui e mi dite se vi è piaciuto o no.
Io devo dire che avevo aspettative un po’ bassette, tipo bassethound, però mi sono ricreduta assai. Ammetto che Adam Driver in Star Wars mi faceva abbastanza caaaa, però minchia, mi devo fustigare perché è proprio bravo. E’ uno di quegli attori che recita con tutto il corpo ed è un piacere guardare e riguardare le sue scene per cogliere ogni gesto e ogni sfumatura che riesce a dare. Non che Scarlett Johansson sia da meno, 

Ora posso tornare alla mia ossessione: Joaquin Phoenix. L’ho sempre amato ma non mi ero mai voluta fissare come invece sto facendo in questo periodo, che recupero interviste e film appena ho due minuti liberi. Che vi devo dire: over 40, problematico, misantropo, difficile. E’ proprio il tipo di uomo che piace a me, e il tipo di attore che entra così tanto nel personaggio da diventare il personaggio.
Lo dico, quest’anno ci sono film e attori davvero bravissimi, ma il mio cuore è con Joker e Phoenix.

E voi state seguendo le nomination agli Oscar di quest’anno? Avete dei favoriti? O ve ne sbattete altamente le natiche di questi Academy Award (che ammetto sono sempre più una farsa con troppa “politica” dietro, ma tant’è)?
Quali sono le vostre cotte Hollywoodiane?
Narratemi tutto, che io ho la febbre e domani ho un esame terrificante (linguistica tedesca) e devo distrarmi!

Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Codice rosso, allarme, sos: devo fare circa duemila regali di natale e non ho i soldi manco per piangere, come razzo faccio? (Che maga della censura che sono, neh? Cosi fine, educata, children friendly…)

Ora innanzi a me vedo solo tre opzioni:

1) litigare con tutti i miei amici entro il 23 Dicembre in modo tale da piazzarla nel culetto a tutti quelli che aspettavano con ansia un mio regalo (ma chi mai si aspetta un regalo da me poi, ma che tristezza). Sono già sulla buona strada direi, sfracello un paio di coppie, faccio qualche scenata e i regali di natale -e gli amici- saranno un lontano ricordo. Per i familiari è diverso… potrei direttamente ucciderli.

2) Con magheggi incredibili e un’organizzazione da manuale delle giovani marmotte creo una catena di “dare-ricevere regali” che mi consenta di prendere il regalo appena ricevuto dall’amica A e rifilarlo all’amica B, cosi il regalo di B andrà a C e cosi via finché non finisce l’alfabeto. Non so se ho l’intelligenza necessaria a un piano tanto subdolo però, finirei col fare un casino e ridare i regali a chi me li ha appena dati.

3) spaccio cose inutili per regali incredibili. Una manciata di sabbia del gatto diventa incredibile terreno lunare preso nella mia recente gita nell’iperspazio, uno scarabocchio di mio nonno diviene un personalissimo autografo di attore/cantante X che tanto piace a mia cugina, una sciarpa su cui ha dormito il mio gatto verrà spacciata come colletto di visone.

Oppure insceno la mia morte, alla Il fu Mattia Pascal. Ella fu Sara non Pascal, potremmo dire.
Voi siete pronti, carichi per il Natale?
Io no. Zero. Zero virgola zero zero nada. Il Natale per la mia famigghia è sempre un disastro epocale, è come essere sul Titanic ogni anno: sappiamo che ci saranno pianti, litigate, strilli vari, ma ci raduniamo lo stesso, dritti verso l’iceberg.
Penso che stavolta mi porterò scialuppa di salvataggio e salvagente per sicurezza.

E poi voglio aprire una parentesi: ma i messaggi che ricevi a Natale da quelle persone che ti scrivono solo alle feste comandate? A me fan schiattare.

Non fa in tempo a scattare la mezzanotte che DRRRRR il cellulare vibra; parbleau, chissara mai? Quel figo che tanto mi piace e a cui sto dietro dal seimila avanti cristo? Quel rachitico del mio ex che ancora rompe le balle? Quantomeno mia sorella?

No.

Numero sconosciuto.

“Sono Luisella Luisana. Buon Natale a te e famiglia. :)”

E tu guardi lo schermo e pensi “ma chi minchia è Luisella Luisana?”, poi capisci: è l’amica della cugina del fratello della tua amica di secondo grado, vista una volta di sfuggita in ascensore per quattro secondi netti.
Poi sale lo sconvolgimento perché capisci che la persona che ti vuole più bene al momento, al punto di farti gli auguri allo scoccare della mezzanotte, è Luisella Luisana. Una sconosciuta.

Voi Spelacchiati come passerete le feste? Come sono i rapporti con i vostri parenti? Andrete a pranzoni e cenoni armati fino ai denti pronti a sbudellare qualche parente o siete tra quei fortunati con una famiglia normale che riesce a stare ore insieme senza drammi epici?
E soprattutto, come siete messi con i regali!? Ditemi che non sono l’unica messa così male!

Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Sbagli, viaggi, cose

Penso di essere stata bandita dal mio bar di fiducia, ora mi sento senza patria. Lo accetto, però ora devo trovarmi un nuovo nido. O sbattermene altamente le natiche e continuare ad andarci anche se penso che la barista mi sputerà nel bicchiere ogni volta -o mi picchi, dipende da come le gira- dunque sono spaesata. Voi siete mai stati banditi da qualche parte? Narratemi, che mi sento sola e stupida. 

Oggi vorrei parlare di cose. Di viaggi. Di persone. Di errori.

Ultimamente sto sbagliando tanto, forse troppo, magari tutto, eppure mi sento bene come se sbagliare ogni tanto fosse la cosa giusta. E’ difficile da spiegare, magari riuscite a capirmi, magari mi giudicherete malamente e nessuno leggerà più questo blog, chissà.
Ho fatto una cosa sbagliata, con molte attenuanti ma comunque sbagliata.
Se qualcuno ti presenta il ragazzo dicendo “siamo una coppia apertissima, io sono stata con altri mentre stavo con lui e sono prontissima a rifarlo quindi lui può andare con chi vuole, amore libero, viva la libertè” e poi si incazza mortalmente se lui sta con me, possiamo dire che è davvero tutta colpa mia?
Forse sto solo cercando scuse e avrei dovuto evitare e basta, ma sono un essere umano.
Sbaglio, ho sbagliato, sbaglierò in futuro.
Spero solo che imparerò a sbagliare meglio. 

Ora mi merito il ban, lo so, però non sono pentita di nulla, o quasi. Sono stata bene, sono stata umana, mi sono sentita viva come non mi capitava da decisamente tanto tempo.

A volte sentirsi desiderati e quel fuoco dentro che solo la passione sa accendere fa bene all’anima. A volte no, a volte è difficile.

Sbagliando si impara.
Io ho imparato sicuramente una cosa: devo fare più spesso quello che mi fa stare bene, perché non mi sentivo così rilassata, calma, quasi serena da davvero tanto tempo. 

Sabato sono stata a una serata in un locale, il tema era “Into the wild” e oltre ad una tribute band dei Pearl Jam (adoro!) hanno proiettato il film, che non avevo mai visto; ora ho una voglia incredibile di mollare tutto, tutti e partire.
La mia meta dei sogni è la Nuova Zelanda -la gente mi guarda in modo strano quando lo dico, ancora di più quando dico che gli Stati Uniti non mi attirano per niente nonostante legga un sacco di autori statunitensi- ma vista la mia avversione per il caldo, le spiagge e la gente altri posti che mi piacerebbe tanto visitare sono la Svezia, l’Islanda e la Norvegia.
In Danimarca c’è un mio ex, quindi mi terrò a distanza dall’intero paese per sicurezza.

Voi avete una meta dei sogni?
Una coppia di amici andrà in viaggio di nozze in Sudafrica, che sembra straordinaria.
Io sto pensando di farmi qualche mese di vacanza studio in Germania, il mio tedesco lo necessita e io ho bisogno di farmi un viaggio e di staccare un attimo. Devo rendermi conto -di nuovo- che posso sopravvivere da sola. 

In realtà quando ero stata in Germania tre mesi avevo perso un sacco di chili perché cucinavo una volta a settimana e per il resto mi nutrivo a caso, di bacche e semi, quindi non so se è classificabile come “cavarsela da sola”, però sono dettagli.

Dai, per oggi ho parlato abbastanza, mi sono aperta più che abbastanza, ora sta a voi dirmi qualcosa. Insulti, incoraggiamenti, storie, un po’ quello che vi va, sono pronta a tutto.
Buona giornata, Spelacchiati

Pubblicato in: Senza categoria

Stralci da una seduta.

“Allora Sara, come andiamo?”
“Onestamente? Non lo so. Non benissimo. Neanche malissimo, credo.”
La dottoressa mi guarda. Secondo me era una risposta piuttosto positiva, ma la psicologa non sono io.
“Ti senti ancora annoiata, apatica?”
Annuisco, guardo in giro. Faccio ancora fatica a guardarla negli occhi in certi casi.
“Mi sembra davvero di oscillare tra la noia e il dolore, con pochissime pause piacevoli in mezzo.”


*


“Parlami degli incubi.”
Mi agito sulla sedia, guardo fuori dalla finestra: vorrei essere da un’altra parte e allo stesso tempo da nessun’altra parte.
“Non saprei… variano. Però ci sono delle costanti. Spesso devo scappare. Non so da cosa, non so perché, so solo che qualcosa minaccia di uccidermi e io devo scappare. E ci sono delle scale, quasi sempre. Devo scendere o salire infinite rampe di scale.”
“E tu che visuale hai, nel sogno? Ti vedi?”
“No, è come se fosse in prima persona.”
“Quindi non sai quanti anni hai, nel sogno?”
“No. Non saprei proprio.”


*

“Ormai ti conosco da un anno, Sara, e credo che il problema sia che tu stai bene solo quando stai male. Sembra una frase fatta ma gli stimoli che ti servono per sentirti coinvolta dalle situazioni devono essere così particolari e così forti che solo circostanze negative ti sanno fornire. Dobbiamo capire perché, se è un tratto della tua personalità o se è successo qualcosa nella tua vita che ha dato inizio a questa apatia.”
“Non è così per tutte le persone che soffrono di depressione?”
Lei scuote la testa “Come ogni cosa per ognuno è diverso. Alcune persone vanno a periodi, ma tu sei così da quando abbiamo cominciato a vederci un anno e mezzo fa. La vita ti scorre addosso e cerchi le situazioni che ti fanno stare male.”
E’ strano sentirsi dire quello che effettivamente hai sempre saputo.
“Prendiamo l’ultimo esempio, questo uomo -qui sul blog lo chiamerò Chuck-; è fidanzato. Vi piacete a vicenda, tu ti continui a tirare indietro quando lui vuole diventare fisico con te, e così sei dilaniata tra il tuo desiderio e la tua moralità.”
“E se fosse single non mi piacerebbe, probabilmente…” aggiungo, sospirando.
“Esatto. Perché cerchi gli amori impossibili, le situazioni complicate, per uscire da quel limbo di apatia e noia che ti intrappola. Dobbiamo lavorarci.”
*
Niente, Spelacchiati, stasera va così, post serietto e sincero perché la seduta di stamattina mi ha completamente svuotata, turbata, spossata. La psico vuole ricominciare a vedermi ogni settimana perché marco male ultimamente.
E’ da stamattina che vorrei soltanto raggomitolarmi sotto una coperta e dormire, ma anche stasera credo che dormire sarà un’impresa.
Domani andrà meglio per tutti, daje.

Pubblicato in: Librando, libri, Senza categoria

“IO SONO GIORGIA” BookTag

Sono viva! Un po’ malridotta ma viva, tra la febbre e la mia incredibile goffaggine -sono riuscita a inciampare e cadere sbattendo il ginocchio contro lo spigolo del marciapiede aprendomi il suddetto ginocchio- diciamo che sono abbastanza viva. Comunque me le merito tutte queste sfighe, mi sto cacciando in situazioni molto del cazzo quindi qualcuno doveva punirmi… Ho capito, Dio, ho ricevuto il messaggio. Mi chiudo in casa per il resto dei miei giorni.

Penso di avervi già parlato di Matteo Fumagalli che secondo me è un genio, e sul suo canale (vi ho lasciato il link, vi basta cliccare sul suo nome!) ho trovato questo booktag bellissimo ispirato dall’ormai celeberrimo “io sono Giorgia! Sono una donna! Sono una madre! Sono cristiana!” della Giorgiona Melona. Non commenterò nemmeno il suo discorso perché non voglio essere troppo scurrile.

Cominciamo!

IO SONO GIORGIA = Un libro che tratta di identità 

“4,3,2,1” di Paul Auster. Un libro, quattro versioni dello stesso personaggio che rimane sempre riconoscibile nonostante i cambiamenti di infanzia, vita, preferenze sessuali, lavoro e chi più ne ha più ne metta… Ne ho già parlato forse fin troppo ma ho amato questo romanzo.
Una delle letture più belle di quest’anno!

SONO UNA DONNA = Un libro con una protagonista femminile forte

A scuola mi ero innamorata del personaggio di Didone, in tutte le varie trasposizioni letterarie. Fortissima, innamoratissima, senza speranzissima (un po’ come me in ogni mia vicenda sentimentale, io e la Dido ci capiamo.)

E poi più o meno qualunque personaggio femminile in “Il trono di spade”, sono una più pazzesca (e stronza) dell’altra! Daenerys, Brienne, Arya, Cersei… tutte stra-toste, ben caratterizzate, facili da amare od odiare a seconda dei casi.

SONO UNA MADRE = Un libro che parla di famiglia

Qui non si tratta di famiglia vera e propria ma quando si parla di madri oltre alla Giorgiona Melona a me viene sempre istantaneamente in mente Fantine de “I Miserabili”. Una donna che per amore della sua bambina, che non vede nemmeno perché ha affidato alle cure di un’altra famiglia, vende il suo corpo, i suoi capelli, i suoi denti, la sua identità e la sua vita… Personaggio struggente che dimostra l’infinito amore che una donna può provare per la sua creatura.

SONO CRISTIANA = Un libro dalle tematiche esistenziali e/o spirituali

Siddharta, by Herman Hesse.
Un po’ una rottura di coglioni eh, sarà che l’ho letto per un esame, però è un grande classico… almeno una volta nella vita va letto. Un mio amico dice che “gli ha cambiato l’esistenza”.
A me ha solo annoiato quasi a morte, ma sono punti di vista.

GENITORE 1 = Uno dei primi libri che hai letto

Allora.
Io me lo ricordo bene, questo libretto per bambini.

“Il mio primo libro delle cose blu”, o una cosa del genere, con dentro disegnati una balena, un serpente e dell’uva.
Tutte che che non sono assolutamente blu, la mia esistenza è sempre stata una menzogna.

GENITORE 2= Il libro che ti ha spinto all’amore della lettura

Risposta banale ma sempreverde: Harry Potter. Senza di lui non so dove sarei, probabilmente mi sarei data alla droga e alla prostituizione.
(Quindi sì, Harry Potter mi ha rovinato la vita)

SIAMO LGBT = Un libro a tema LGBT

“Pasta al burro a fine mese. Una città hard rock come Bari. La faida dello zerbino con la famiglia del secondo piano. Andrea “Cespuglio” Magli è uno studente con la sindrome del criceto. Ludovico, dark e fascinoso, sembrerebbe l’ideale per toglierlo dalla gabbia, se non fosse un vampiro pericolosamente bisex e per giunta nel mirino del racket.”

Allora, questo non l’ho mai letto ma ce l’ho in wish list da almeno tre anni. Si chiama “Porcaccia, un Vampiro!”, di Giusy De Nicolo. Ragazzi, se avete dei soldi e non sapete cosa farvene me ne regalate una copia, per piacere? Non c’ho danari manco per respirare, i libri li vedo col binocolo.

Però mi ispira un sacchissimo, secondo me vale la pena comprarlo, mi sembra proprio carino!

DIFENDIAMO LA NOSTRA IDENTITÀ = Un libro che spicca per la sua unicità

Regà qua vado un po’ fuori tema e vi tiro fuori un’altra perla del mio passato. Per me questo è unico perché è il solo che mi abbia mai fatta ridere così tanto: “Quella vacca di Nonna Papera” di Claudio Bisio.
Ragazzi, ridevo ad alta voce ogni volta, non importa che sapessi a memoria i brani.
Quando mia mamma ha avuto l’infarto qualche mese fa gliel’ho portato in ospedale per farle passare il tempo, ancora mi ringrazia e ne parla perché anche se era super demoralizzata per la situazione quel libro è riuscito a distrarla e farla ridere.
Stra consigliato come regalo per chiunque sia un po’ giu di morale.

Se vi va di rispondere alle domande potete farlo qui nei commenti o nei vostri blog, ditemelo che passo volentierissimo a dare un’occhiata!
Come sempre grazie mille per tutti i commentini, Spelacchiati del mio cuore, anche se non rispondo sempre vi leggo, rileggo e adoro.

Ora andrò a zoppicare verso l’università cantando “Io sono Giorgiaaa! Genitore 1, Genitore 2!”