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Gente che sclera: Anziani ai tempi del Covid19


*Esce dal sepolcro come qualcuno di molto più famoso e barbuto fece anni or sono*
Dopo giorni di isolamento impostomi dal mio umore veramente basso sto tornando lentamente ad avere ritmi e sembianze quasi umane.
Voi come state?
Come ve la passate?
Siete ansiosi di ricongiungervi ai vostri congiunti, ai vostri congiuntivi e alla vostra congiuntivite?
A me che sono sola come Drogon alla fine del Trono di spade non cambia niente, rimango nella mia fortezza della solitudine ad allenarmi

Non so voi ma io sto raggiungendo un livello di intolleranza alla gente molto preoccupante. In una scala da uno a Jack Lo Squartatore io sono a livello Jack Torrance, datemi un’accetta e accetterò il mondo.

The Shining GIF - TheShining Axe JackNicholson - Discover & Share GIFs

Posso fare un calmo e pacato sfogo dei miei, prima che io esploda in milioni e milioni di particelle furenti?

Oggi vorrei rivolgermi ai triceratopi che ancora popolano la nostra terra, a quegli esseri apparentemente millenari che ben lungi dal lasciare il nostro mondo continuano a trovare modi sempre nuovi per sfracellarci le parti intime a noi tanto care; parlo, ovviamente, DEI VECCHI.
Madò.
Ragazzi qua vado a ruota libera, non me ne vogliate. Ho ancora tutti e quattro i nonni ma mi rendo conto che per chi non è un loro familiare siano una piaga, ci vuole oggettività nelle cose.
ALLORA.

Questi anziani figuri escono senza mascherina, senza guanti, senza cervello, vanno al supermercato circa sedici volte al giorno e se ne sbattono le chiappe -ormai tristemente flosce e cadenti- della distanza di un metro e dei segni per terra per far capire ai clienti dove minchia devono stare. Loro, umanoidi più di là che di qua, tossicchiano, sputacchiano, prendono le mele e ogni frutto per esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca di non so quale segno divino. Io scriverei “SEI UN PIRLA” su ogni singola banana, pera, arancia, giusto per ricordargli la loro natura, lavorassi in un market.

L’altro giorno ero al supermercato a fare i miei centocinquanta euro di spesa (cerchiamo di andare una volta ogni dieci giorni/due settimane) e sto vecchio infame arriva in cassa dopo di me E APPOGGIA IL SUO CAPPELLO SUL RULLO DELLA CASSA.
Io e la cassiera eravamo così: O_O
Quando gli ha fatto notare il suo depensaggio lui ha risposto tutto tronfio “l’ho sempre fatto, cosa cambia adesso?” CAMBIA CHE SE NON LO LEVI IMMEDIATAMENTE IO TI PRENDO, TI DISSEZIONO E VENDO I TUOI ORGANI ORMAI RINSECCHITI, OKAY?
TI DO TRE SECONDI DOPODICHE DOVRANNO VENIRE A CERCARE I TUOI PER NIENTE AMABILI RESTI AL MERCATO NERO DI COLORE.
SEI UN PEAKY BLINDER? SEI THOMAS SHELBY? EH? NON VEDO LE OCCHIAIE CHE TI SCAVANO LE ORBITE NE’ LE LAMETTE SULLA VISIERA QUINDI TORNA NEL TUO GUSCIO, VECCHIA TESTUGGINE.
Poi c’era una vecchia infingarda che invece di starsene dietro a quella straminchia di linea gialla al reparto macelleria continuava ad avvicinare il suo becco da rapace al bancone e puntava col dito contro al vetro mentre il povero addetto non sapeva più come dirle di starsene indietro. Madò, io uscirei di testa dopo quattro secondi, non potrei MAI avere contatto col pubblico in questo momento storico.

Ragazzi, io ve lo dico: GIURO CHE SE MI PRENDO IL CORONAVIRUS VADO A CERCARLI TUTTI, T U T T I.

Okay, mi sento meglio.
Ho appena finito di guadare E.T L’Extraterrestre e ho pianto ogni mia lacrima, ora penso andrò nei boschi a cercare cuccioli di alieni abbandonati.
Voi che fate? Cosa mi raccontate? Sbizzarritevi con i vostri sfoghi sulla gente fastidiosissima in tempo di quarantena, io sento che potrei andare avanti per ore ed ore.
Grazie mille per tutti i commenti all’ultimo post. Vi voglio bene.
Alla prossima!

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Soluzioni alternative a regali che non so fare

Codice rosso, allarme, sos: devo fare circa duemila regali di natale e non ho i soldi manco per piangere, come razzo faccio? (Che maga della censura che sono, neh? Cosi fine, educata, children friendly…)

Ora innanzi a me vedo solo tre opzioni:

1) litigare con tutti i miei amici entro il 23 Dicembre in modo tale da piazzarla nel culetto a tutti quelli che aspettavano con ansia un mio regalo (ma chi mai si aspetta un regalo da me poi, ma che tristezza). Sono già sulla buona strada direi, sfracello un paio di coppie, faccio qualche scenata e i regali di natale -e gli amici- saranno un lontano ricordo. Per i familiari è diverso… potrei direttamente ucciderli.

2) Con magheggi incredibili e un’organizzazione da manuale delle giovani marmotte creo una catena di “dare-ricevere regali” che mi consenta di prendere il regalo appena ricevuto dall’amica A e rifilarlo all’amica B, cosi il regalo di B andrà a C e cosi via finché non finisce l’alfabeto. Non so se ho l’intelligenza necessaria a un piano tanto subdolo però, finirei col fare un casino e ridare i regali a chi me li ha appena dati.

3) spaccio cose inutili per regali incredibili. Una manciata di sabbia del gatto diventa incredibile terreno lunare preso nella mia recente gita nell’iperspazio, uno scarabocchio di mio nonno diviene un personalissimo autografo di attore/cantante X che tanto piace a mia cugina, una sciarpa su cui ha dormito il mio gatto verrà spacciata come colletto di visone.

Oppure insceno la mia morte, alla Il fu Mattia Pascal. Ella fu Sara non Pascal, potremmo dire.
Voi siete pronti, carichi per il Natale?
Io no. Zero. Zero virgola zero zero nada. Il Natale per la mia famigghia è sempre un disastro epocale, è come essere sul Titanic ogni anno: sappiamo che ci saranno pianti, litigate, strilli vari, ma ci raduniamo lo stesso, dritti verso l’iceberg.
Penso che stavolta mi porterò scialuppa di salvataggio e salvagente per sicurezza.

E poi voglio aprire una parentesi: ma i messaggi che ricevi a Natale da quelle persone che ti scrivono solo alle feste comandate? A me fan schiattare.

Non fa in tempo a scattare la mezzanotte che DRRRRR il cellulare vibra; parbleau, chissara mai? Quel figo che tanto mi piace e a cui sto dietro dal seimila avanti cristo? Quel rachitico del mio ex che ancora rompe le balle? Quantomeno mia sorella?

No.

Numero sconosciuto.

“Sono Luisella Luisana. Buon Natale a te e famiglia. :)”

E tu guardi lo schermo e pensi “ma chi minchia è Luisella Luisana?”, poi capisci: è l’amica della cugina del fratello della tua amica di secondo grado, vista una volta di sfuggita in ascensore per quattro secondi netti.
Poi sale lo sconvolgimento perché capisci che la persona che ti vuole più bene al momento, al punto di farti gli auguri allo scoccare della mezzanotte, è Luisella Luisana. Una sconosciuta.

Voi Spelacchiati come passerete le feste? Come sono i rapporti con i vostri parenti? Andrete a pranzoni e cenoni armati fino ai denti pronti a sbudellare qualche parente o siete tra quei fortunati con una famiglia normale che riesce a stare ore insieme senza drammi epici?
E soprattutto, come siete messi con i regali!? Ditemi che non sono l’unica messa così male!

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Film Bruttissim: Escape Room (2017)

Aaaah.
Mamma mia, regà, che robe. Che situazioni. Che roba strana la vita. 

Ora, senza scendere nei particolari, per la prima volta da tanto tempo (e non mi ero nemmeno mai accorta di questa cosa) ho fatto qualcosa per me, pensando solo al mio benessere, e ora sto incredibibilmente bene. Cioè, non mi sentivo così allegra e quasi speranzosa per il futuro da non so davvero quanto tempo.
Che sia un preludio di una grandissima crisi depressiva?
Può essere.
Però per ora mi godo questa sensazione nonostante il tornado si stia scatenando ovunque intorno a me.

Ma partiamo con questo film brut, che più brut vi giur non si può. ‘Na roba inclassificabile, il mio ex che era un regista in confronto era Kubrick, porca vacca.

Siamo in macchina con due deficienti, ed è il compleanno del cretino. La sua ragazza, la tipica bionda inutile, è tutta orgogliosa perché “è il tuo compleanno e sono mesi che te lo sto organizzando!”.
Ora, non so voi, ma in mesi e mesi di preparazione io quantomeno cerco di invitare una celebrità alla festa, chiamo amici sparsi nel mondo, faccio venire i dieci migliori spogliarellisti dell’universo… Lei cos’ha organizzato? Quale incredibile fantasiosa idea ha avuto?
Una roba incredibile eh, preparatevi perché non so se siete pronti a cotanta inventiva: cena + escape room.

Ma vaaaafffanculo, gallinaceo.

Arrivano al ristorante dove ci sono gli amcii: Il Coglioncello, sua moglie L’Insopportabile e la coppia di arrapati perenni; qui cominciano le scene da “questi sono troppo stupidi per essere veri”.
Per far capire quanto i personaggi si conoscano, siano amici e il tipo festeggiato sia uno Sherlock Holmes dei poveri c’è un giro di “chi ha ordinato cosa”: “Allora, scommetto che lui ha ordinato un bambino fritto, lei una melanzana farcita di gerbilli, l’altra una costina di triceratopo…” MA POTETE OCCUPARE COSI’ DUE MINUTI DI FILM? MA POTETE?! MA SAPETE CHE C’E’ GENTE CHE PAGHEREBBE ORO PER AVERE DEI MINUTI SUL GRANDE SCHERMO?

Intanto si intuisce che tra il festeggiato deficiente e la moglie dell’amico c’è dell’intesa… insomma, se la fanno. Oltre che scemi pure stronzi, combo micidiale.
‘Sti dementi.

Cominciano a parlare dell’escape room e “non riesco a credere che hai pensato a qualcosa di così avventuroso!” MINCHIA REGA’ CHE DIVERTIMENTO CHE DEV’ESSERE USCIRE CON VOI!
 Se questo è il massimo dell’avventurosità chissà nelle serate noiose cosa fanno, si chiudono in una bara e dormono per anni?

Va beh, che domande inutili che mi pongo, salgono tutti sul furgone che li porterà alla escape room senza che loro possano capire dove stanno andando (ma a cosa minchia serve? non è che se uno vede che tragitto fanno allora sa risolvere più enigmi) e mettono cellulari e cose varie in una cassetta di sicurezza. Brave teste di *epiteto a scelta*.

Viene fuori che la bionda è stata invitata a sta cazzo di escape room, neanche ha avuto l’idea di andarci lei, ma non si sa chi l’ha invitata. Dimmi, cara, ma sei nata così cretina o è una cosa che si è sviluppata con l’età? No, così, per sapere.

Finalmente ‘sti scemi si bendano e si comincia sta cavolo di escape room e sono tutti un po’ sparsi in camere diverse.


Il festeggiato, che si crede Sherlock Holmes ma in realtà è solo leggermente meno mentecatto degli altri, si ritrova in una stanza piena di giornali e orologi; la coppia di arrapati in una stanza con lui che ha delle mutande di ferro con lucchetto attaccate al pacco, i più insopportabili di tutti hanno dei fili che li uniscono per i polsi (‘na roba inutilissima, devono solo fare qualche acrobazia per slegarsi) e la tipella di Sherlock Holmes non si sa minimamente perché ma è nuda in una gabbia.
Suppongo sia una scelta registica molto sottile e sofisticata chiamata “piazziamo del sessismo anche in questo film”.

Per farvi capire la levatura dei dialoghi:“siamo legati insieme, non è assurdo?”
LA TUA IDIOZIA E’ ASSURDA, ECCO COSA.


Poi passiamo alla tristezza dei due arrapati, che per sbloccare il lucchetto devono scrivere “sesso orale” (“head” in inglese) col lucchetto. Complimenti, maestro, quanta eleganza. Forse un ragazzino delle medie avrebbe potuto fare ‘sta cosa.

Per farvi capire anche cosa intendo quando dico che succedono cose senza una ragione, Anderson (l’amico scemo) si ferisce al dito aprendo una specie di finestrella che li mette in contatto con Sherlock. Io pensavo “ecco, ora vedi che si è beccato del veleno in circolo, sto scemo” e invece NIENTE. Nulla. Secondi di lui che si lamenta per il dolore assolutamente per nulla.
BOH.

Vaccate su vaccate, enigmi che anche un bambino di sei anni potrebbe risolvere… tipo: ci sono quattro stracazzo di quadri con degli animali (QUATTRO! MA MINCHIA!) tipo un lupo, una lepre, una volpe e non so che altro… Qual è la soluzione?
Metterli nell’ordine della catena alimentare.

Minchia ma voi siete anche più in fondo degli invertebrati, voi dovreste essere mangiati dai funghi da quanto siete stupidi! MA CHI CAZZO HA SCRITTO QUESTO FILM, TOPO GIGIO?!

Il Coglioncello, ovvero l’amico di Sherlock, chiaramente non ha idea di come funzioni una escape room e tutto quello che fa, dice e pensa sono cose tipo “ma come facciamo a uscire?” “ma perchè c’è un quadro alla parete?” “ma adesso cosa facciamo?” “Si ma allora?” 

ALLORA ADESSO TI PICCHIAMO, CAZZO. DEVI TROVARE DEI MODI DI USCIRE, STARE A TIRARE LA PORTA NON SERVE, MENTECATTO.

Ma non che lei sia da meno, per carità, d’altronde è sua moglie.
“Ehi guardate c’è una carta!”
E lei: “Chissà che ci fa qui!”

No io me ne vado, io esco, come Tina Cipollari in ogni puntata di Uomini e Donne.
Ma cosa minchia vuol dire chissà che ci fa qui? Ma hai qualcosa oltre alla segatura e alla plastica da imballaggio nel cranio? Ma contate di farvi studiare in obitorio perché c’è il vuoto cosmico nel vostro cervello?

Ragazzi salto parti perché non ne usciamo più altrimenti, a un certo punto, finalmente, cominciano a crepare i personaggi; i primi a schiattare sono gli arrapati, che si sciolgono perché nella stanza esce del gas acido che li squaglia, il tutto mentre limonano come babbuini e perdono parti di labbra e viso.
Che. Schifo.

Tra l’altro Il Coglioncello rompe una chiave nella serratura e partono gli sfottò di moglie e amico, incazzati come iene “mi hai proprio deluso” “è così Anderson”.
Non commento nemmeno, va.

Sherlock, il Coglioncello e L’Insopportabile (la moglie del Coglioncello) si infilano nel condotto di aereazione e arrivano… a un altro enigma! Con Sherlock tutto incazzato che “ora lo risolviamo e usciamo!” ma cosa vuoi risolvere e uscire, Demente Colombo dei poveri? Ma cosa? Io non vedo l’ora che tu schiatti, capisci?
Comunque di questo enigma non c’ho capito na mazza ma mi ha fatto riderissimo il fatto che a un certo punto l’Insopportabile abbia mosso a caso delle calamite, non sia successo niente ma gli altri due si siano incazzati che ancora un po’ la ammazzavano di botte così, senza ragione.


Risolvono ‘sto enigma e muore pure il Coglioncello, che era rimasto a metà nel condotto di aereazione (molto comoda come posizione, capisco perché non fosse sceso insieme agli altri… MA CAZZO) e quando si rende conto che si sta chiudendo il condotto dietro di lui dice di avere “la gamba bloccata”. Ma bloccata da cosa, di grazia? Ma ci sei solo tu in quel condotto, cosa blocca la tua zampetta di persona idiota? 

Non si sa, fatto sta che rimane tagliato a metà come meritava di finire dal primo minuto del film.

Sherlock e l’Insopportabile escono dal condotto e si ritrovano punto e a capo nella stanza di partenza (tiè) e finalmente tocca all’Insopportabile risolvere un enigma, che è una vaccata di dimensioni bibliche che io dico ma come minchia avete fatto a farvi sponsorizzare un film del genere?
In pratica ci sono dei cavetti colorati e lei intreccia quelli dei colori primari.
Brava, Giovanni Muchacha sarebbe molto fiero di te, forse anche una maestra dell’asilo lo sarebbe.

Peccato poi crepi pure lei, o rimanga intrappolata, non mi è chiaro. Rimane con la mano nella bocca di un orso impagliato e Sherlock se la squaglia lasciandola lì, perché come ha dimostrato per tutto il film è un pezzo di sterco secco.

Arriviamo alla scena madre della stupidità, il confronto tra Sherlock e la sua ragazza, con lui che continua a ripetere “perchè ci hai portati qui!?” e lei “io non ho fatto niente” PER TRE MINUTI.
Poi compaiono dei pulsanti con scritto “salva me” o “salva lui/lei”, il bastardone cerca di salvare sé stesso ma visto che lei è stata buona e generosa scegliendo di salvare lui invece di sé stessa Sherlock rimane impalato.

Ah, se qualcuno potesse insegnare alla bionda come piangere per finta gliene sarei molto grata, perché guardarla strizzare gli occhi mugugnando senza che una lacrima uscisse mi ha dato sui nervi come poche altre cose al mondo, forse solo la faccia di Salvini mi provoca una tale irritazione.

Siamo alla fine, tenete duro.
La bionda scappa, chiama la pula e al telefono parla il tizio del furgoncino la chiama e le dice “ma tu pensi di essere innocente, testa di minchia?” e boh non ho capito il senso, non me ne frega nulla, voglio soltanto dimenticarmi di questo deprecabile film e andare a dormire.

Ragazzi, vi prego, non guardate ‘sta roba. Soprattutto quando esce al cinema. Film così non meritano NIENTE, neanche un dollaro bucato.
Mi dispiace dirlo perché il cinema mi piace, però qui non c’è stato un minimo di sforzo da parte di nessuno: né regista, né sceneggiatore, né tantomeno gli attori che hanno chiaramente dato il meno possibile (o forse sono solo dei cani a recitare, non so).
I N A C C E T T A B I L E, possono andare tutti a quel paese per quel che mi riguarda.

Spelacchiati, se l’avete visto VI SCONGIURO ditemi che anche voi pensate sia una grandissima vaccata, ne ho bisogno. Se non l’avete visto… BEATI VOI. Non fatelo. Spendete il vostro tempo in maniera migliore, anche prendendo a martellate i vostri genitali. 

Alla prossima, se mi riprendo da questa visione.

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Probabilmente verrò picchiata.

Sono incazzata nera, stavolta seriamente. Sì, una volta ogni tanto anche io so essere seria, non come Mentana durante le sue maratone.
Sono incazzata nera ma di un nero pece proprio, Salvini mi farebbe salire su un barcone in un nanosecondo.
Vi spiego: ogni volta che il mio vicino di casa deve aiutare la figlia con la matematica è sempre la stessa stracazzo di storia: lui urla, bestemmia, impreca, sbatte le mani sul tavolo, strepita mentre la figlia piange.
In estate la situazione era normalina, ora è ricominciato l’incubo.

Ora, i miei mi dicono di farmi i cavoli miei e tenere le appendici nasali nei miei affari perché a casa sua il tizio può fare più o meno quello che vuole e finché non le mette le mani addosso in poche parole sono cazzi suoi.
La mia opinione?
‘Sti cazzi sono affari suoi.
Se tu maltratti psicologicamente una bambina di setto/otto anni e io ti sento, vengo a parlarti perché “coglionazzo avvisato mezzo salvato” e se lo fai ancora ti mando la polizia, così sarà chi di dovere a decidere se tu sei un pezzo di sterco secco o sono io ad essere esagerata. Okay?
Magari non la sta maltrattando, magari io esagero, ma ciò non toglie che se vuoi fare porcate le fai lontano da me, dove io non possa sentire un cazzo perché mi disturba profondamente quello che fai e non devo vivere male per colpa tua esimio pezzo di guano.
Se stiamo tutti ad aspettare che succeda il peggio, poi quando il peggio succede che facciamo? A chi diamo la colpa? Prendiamo un nero qualunque e diciamo che è stato lui? 
Non dico che ‘sto bifolco del mio vicino farebbe qualcosa di esageratamente violento, ma non si sa mai nella vita e sinceramente io di sentire una o due volte a settimana questo che urla come un indemoniato e una bambina che piange mi sono rotta le palle.
Mi stavo vestendo per andare a citofonargli quando hanno smesso e ora li ho sentiti uscire, altrimenti ero già con le corde vocali di fuori davanti a lui; sia chiaro, in caso io lo becchi nel cortile del condominio non solo gliene dico quattro, ma gliene dico sedici. Forse anche di più.

Non so se ho reso abbastanza chiaro il concetto qui sul blog ma io odio i bambini.
Li detesto.
Mi innervosiscono a un livello così viscerale che penso sia anomalo, ma non posso farci niente.
Ciòdetto, se tu sei così testa di cazzo da mettere al mondo una persona e poi la tratti così sei uno stronzo e a me non frega nulla che sei a casa tua, sfondo il muro che ci separa a martellate e per prima cosa ti mando a cagare come dovrebbe fare la bambina, in secundis chiamo gli sbirri e in terzo luogo mi prendo qualcosa di valore da casa tua come risarcimento morale. 

“Ai nostri tempi era normale” dicono i miei.
NON CREDO PROPRIO, OKAY?
Io credo che ai tempi i ragazzini facevano i cretinetti e le madri lanciavano loro le ciabatte di legno, questo sì, ma sono abbastanza sicura che il livello di angoscia fosse molto diverso da quello che io avverto durante queste scenate. Quando mia zia sclerava malissimo contro mio cugino che non faceva i compiti lui rideva come un pirlettus, se ne sbatteva le natiche e continuava a giocare al gameboy.

Insomma, se non mi sentite per un po’ è perché probabilmente il vicino mi avrà presa a botte ma io almeno avrò la coscienza a posto e mi sarò tolta la soddisfazione di dirgli in faccia che razza di imbecille ignorante e bifolco lui sia.
Ovviamente dato che do gia ripetizioni mi offrirò di dare una mano gratuitamente alla bambina perché per quanto io odi la categoria c’è un limite a tutto.

Spero che questo post serva a qualcosina ina ina, ovvero se vedete o sentite qualcosa che non vi sembra giusto fate qualcosa, per quanto fuori luogo o esagerato possa sembrare.
Io alla prossima mi attivo come una pokèball, vi terrò aggiornati sperando che il tizio non mi spacchi la faccia (perché è bello grosso, ‘sto strunz).

Scusate per il post serioso, giuro che tornerò a scrivere boiate ma questo era doveroso perché sto per esplodere.