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Autoregali libreschi

Bom, ve la butto qui così questa foto delle mie zampette ricoperte da libri fighi.
Sono quattro autoregali che mi sono fatta per il mio compleanno, libri che volevo da una vita e che e che al momento (fino al 30 giugno) saranno disponibili -insieme a tutto il catalogo tascabili- col 25% di sconto in tutte le librerie che vendono Einaudi.
BUTTATEVI A CAPOFITTO, MIEI PRODI, e soprattutto fatemi sapere cosa comprerete!

  • Infinite Jest, di David Foster Wallace:
    Sono a pagina 50, è un libro stranissimo. Non avevo mai letto nulla di Wallace, ho voluto iniziare col botto: devo abituarmi perché è destabilizzante, ma mi sta stregando.
    “In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, Infinite Jest, cosí appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un’Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori.”

  • L’Arminuta, di Donatella di Pietrantonio:
    Ragazzi, l’ho finito in un giorno e mezzo.
    Adoro il modo in cui è scritto, come la Pietrantonio accosta le parole nelle frasi riuscendo a evocare tanto con poco.
    Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. “
  • 4,3,2,1 di Paul Auster:
    “A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy. Paul Auster ha scritto una sinfonia maestosa suonando i tasti del destino e del caso: un libro che mette d’accordo Borges e Dickens, un’avventura vertiginosa e scatenata, unica e molteplice come la vita di ognuno. “
  • Walden, Vita nei Boschi, di Henry David Toureau:
    “Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, e vi rimane oltre due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia nella natura o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole “marciare al suono di un tamburo diverso” e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, “Walden” è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità, una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all’accumulazione di ricchezza.”

E per chi cerca smalti che non costino un patrimonio ma che durino parecchio senza sbeccarsi alla prima occasione io mi sto trovando alla grande con quelli di Naj Oleari: 8 euro, colori classici e bellini più qualche colore pazzerello, e siamo a posto per l’estate.

Voi cosa state leggendo invece, ragazzuoli miei?

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Paturnie e lamenti del sabato notte

Spelacchiati del mio cuoricino, stanotte va cosi. Stanotte piango e mi dispero per motivi futili, che vi devo dire… mi sembra di essere tornata sedicenne, grazie al cielo almeno non devo fare verifiche di matematica. Brividi solo a pensarci.

Per fortuna, come diceva una donna molto più bella di me, “domani è un altro giorno”.

Un altro giorno in cui spero di non fare minchiate, detto proprio cosi, in maniera delicata e signorile.

In realtà non penso di aver fatto niente di male, certamente non lo chiamo “errore”… Dai, lo dico: ho baciato una persona. Un amico. Entrambi single, entrambi ubriachi, ci siamo fatti prendere dal momento. Anche più di un momento, a dirla tutta. Ci siamo fatti prendere dalle ore, piu che altro.

Non so cosa mi sia successo, di solito quando sento di stare per agire di impulso mi prendo mentalmente a schiaffi finché non torno abbastanza lucida da pensare alle conseguenze e, in genere, evito di fare qualunque cosa… stavolta mi sono lasciata prendere la mano. Letteralmente, mi ha preso la mano nella sua mentre mi stringeva i fianchi e mi baciava con passione sotto casa mia.

E ora? Ora il mio cervello va in tutte le direzioni. Perché è successo? Mi piace? Gli piaccio? Era una cosa fisica e basta? Ho rovinato gli unici rapporti che per me contano davvero? L’ho ferito? Dovrei scrivergli per parlarne? Facciamo finta di niente? E se lui e gli altri non vogliono più avere a che fare con me perché ho scombinato l’equilibrio della combriccola? Perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?

E il suo amico, Il Pirla cosa ne penserà? Mi sono giocata tutte le possibilità che avevo con lui per una limonata sotto casa mia, perché sono cosi deficiente?

Dio, ti prego, vieni a prendermi.

Ragazzi, scusate. Stasera va cosi, domani mi metto a rispondere a tutti i vostri commentini, che adoro sempre ❤️

Se volete insultarmi nei commenti perché sono un esserino debole è patetico fate pure, nessuno vi fermerà. Se invece volete narrarmi della vostra vita sentimentale e dei trusci che avete passato penso vi vorrei ancora più bene!

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Ciciarando di Game of Thrones 8×02= 16

L’episodio si apre con quella simpaticona di Daenerys che narra di quando quell’altro simpaticone di suo fratello le raccontava la storia di come Jamie Lannister avesse smaciullato Aemon Targaryen per poi guardarlo agonizzare. Una bella storiella della buonanotte.
Perché questa bella rievocazione? Perché lo Sterminatore di Re è giunto a corte, da solo, e spiega che quella figlia di buona donna Cersei Lannister ha fregato tutti quanti e ora se ne sta ad Approdo del Re a bersi un cocktail mentre loro stanno lì a defecarsi in mano dalla paura dei Non Morti.

Daenerys, furibonda, quasi incenerisce Tyrion con lo sguardo. Come se fosse colpa sua se ha una sorella de cacca… #teamtyrion

Sansa e Daenerys sono si mettono quindi a disquisire su quanto faccia schifo Jamie Lannister come essere umano che, quindi, sembra spacciato ma all’improvviso la Briennona nazionale si alza di botto e SBAAAM sbaraglia tutti “io mi fido di quest’uomo, mi ha salvata rimettendoci la mano, gli affiderei la mia vita e la mia vagina!” 

Così Jamie è libero di unirsi alla loro armata de poracci. Che fortuna, eh?

Daenerys ora è incazzata nera con Tyrion e gli dice proprio “zio guarda che mi trovo un’altra mano perché con la tua posso a malapena grattarmici il sedere”; per fortuna interviene ser Jorah, che ormai ha la saggezza infusa di chi è sopravvissuto alla muerte, che cerca di calmarla dicendole di perdonare il Folletto e di andare a parlare con Lady Rottura di Balle di Winterfell, quindi Dany va da Sansa.
Due deficienti che parlano.
Se la puntano sul girl power, femminismo da tutte le parti, donne potenti vs il mondo, yeaaah sister, vai così ziaa, tutte amichette finché Sansa non tira fuori lo stendardo verde lega e dichiara “Biondina, va che dopo la guerra il nord pretende l’indipendenza, PADANIA LIBERA, NORD LIBERO! NORD AI NORDICI, IMMIGRATA TORNA SUL TUO BARCONE DRAGONE DA DOVE SEI VENUTA, TI AIUTIAMO A CASA TUA!”

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“Mentecatta”

Daenerys non fa in tempo a rispondere che, colpetto di scena, arriva Theon Greyjoy, tutto barbettato e con quel faccino da pescetto lesso un po’ pietoso; appena lo vede Sansa si scioglie, va in brodo di giuggiole, lo abbraccia e praticamente gli si incolla addosso come una cozza si attacca allo scoglio.

Arya intanto va da Gendry che ormai è sempre più affumicato “Sai, i fumi intossicanti che stai inalando ti fanno risaltare gli occhi” e poi si mette a lanciare coltelli qua e là tipo Chef Tony con quelli della Miracle Blade.
Bom, innamorato.

Poi momento idilliaco: TORNANO TORMUND, BERIC ED EDDISON! Quasi scoppiavo dalla gioia. Addirittura Jon Snow fa un mezzo sorriso quando li vede, capite? Jon Snow. Sorride.
Pazzia, si vede che sta arrivando l’Apocalisse a Westeros.

Ora che hanno finito di farsi ognuno i fatti propri si riuniscono per capire che cazzo fare contro i Non Morti ed è subito chiaro che in venti non fanno un cervello; non hanno la minima idea di come organizzarsi e come agire, per fortuna ci pensa Clara, l’amica di Heidi, per gli amici: Bran. “Tranzolli, zii, ce penso io che sono utile quanto un comodino dell’Ikea. Il Re della Notte verrà a prendermi perché io sono la memoria degli uomini, pezzenti che non capite il mio valore, quindi lo attiro da qualche parte e voi lo saccagnate di mazzate valyrian. Okay?
Tutti quanti pensano “oh finalmente ce lo leviamo dalle balle, ‘sto rompi coglioni” e approvano.
E indovinate quale prode cavaliere si prende il compito di difendere Bran dal Night King?
Aspettate che lo scrivo lentamente, leggete piano anche voi: chi può essere così figo, intrepido, impavido, bravo a combattere e con una possibilità di sconfiggere il Night King?
Jamie Lannister lo Sterminatore di re? Jon Snow che ha già combattuto piu volte i Non Morti? Daenerys con due draghi giganti?
No.
Macché.
THEON GREYJOY.
Quello che ogni volta che c’è un combattimento se la da a gambe, se la squaglia alla velocità della luce. Quello che nessuno l’ha mai visto tenere in mano una spada per più di dieci secondi.
Theon, ma che cazzo vuoi fare tu? 

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Vermegrigio e Missandei hanno deciso che ne hanno avuto abbastanza di vivere e praticamente decidono di suicidarsi; come? Si mettono a fare progetti per il futuro. “Dopo la guerra con Cersei prendiamo e andiamo al sud, che c’è il sole, il mare e il cibo buono, uagliò!”.
Non si fanno progetti nel Trono di Spade. Mai. Per nessun motivo. E’ come chiedere alla Morte in persona di venire a prenderti. 

Arya -l’unica che prende seriamente l’imminente battaglia a quanto pare- si sta allenando quando Gendry le porta la sua arma appena forgiata.
Dai, dammi la tua spada, Gendryllo
“Ecco, tieni…”
“Non hai capito. Intendevo… la tua spada
.” *ammicca*
E ARYA FA IL SESSACCIO CON GENDYYYYY WOOOOOO BRAVAAAA! USA IL TUO MARTELLO, GENDRYYY!

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Va bene scusate, mi rimetto in modalità “persona normale”.

Momento “tutti insieme appassionatamente”: davanti al fuoco ci sono Tormund, Sam, Brienne, Jamie e Davos. Tormund, che ormai è perso per Brienne, cerca di conquistarla con un aneddoto di quando una gigantessa lo ha allattato per sei mesi; per cercare di non perdere il confronto Jamie tira fuori la spada -stavolta non vado di figure retoriche- e tra la commozione generale nomina Brienne di Tarth cavaliere, il sogno della sua vita.

Applausi.

Infine Daenerys mette Jon all’angolo visto che è tutto il giorno che lui fa lo sfuggente e non vuole rimanere solo con lei, e finalmente le dice la verità: “Dany, sono tuo padre.”
Ah no, ho sbagliato.
Dany, sono tuo nipote”.
Sberequeck e sbaraquack Daenerys è tutta turbata e gli chiede se ora vuole prendere lui il Trono, ma prima che lui possa rispondere (effettivamente dire “si” o “no” richiederebbe tantissimo tempo, no?) suonano le trombe: i Non Morti sono arrivati.


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Il mio ex si sposa

Il mio ex si sposa.
Non so bene come commentare se non con un sempre elegante ed appropriato SBARAQUACK, come Paperino quando è all’apice dello sconvolgimento psicoemotivo.

Essendo io cretina ma sino a un certo punto sapevo che prima o poi sarebbe successo, che si sarebbe accasato e magari avrebbe anche procreato, però ero convinta che quando questo fosse successo io sarei stata un po’ più felice ed appagata della mia vita di come lo sono ora.

Onestamente non pensavo a lui da veramente tanto tempo, e ho lasciato andare rabbia e rancore molto tempo fa raggiungendo uno stato di pace e indifferenzza; almeno così pensavo, perché da quando la mia amica mi ha avvisata di questo matrimonio io mi sento strana.

Non sono triste, però continua a ronzarmi in testa questa cosa. Lui che si sposa. Lui che si lega in questo modo a una donna.

Noi eravamo piccoli, stupidi, impetuosi. Mi ricorderò sempre le risate, i baci al cinema, il sesso. Con lui ho fatto l’amore per la prima volta e ringrazio il cielo di averlo fatto con un ragazzo che mi ha fatta sentire bellissima senza vestiti, ho sentito dei racconti traumatici sulle prime volte ma io non posso proprio lamentarmi.

Vorrei tornare con lui? Assolutamente no, Dio me ne scampi.
Vorrei vederlo morire tra atroci sofferenze? Nah, ho passato quella fase ma è finita. Ho anche buttato la bambolina voodoo con le sue sembianze piena di spilli.
Quindi non so quale sia il mio problema, forse ‘sto solo à rosicà, forse mi fa solo strano che qualcuno che conosco faccia un passo così grande mentre io domani mi sveglierò -tardi- nel mio letto a una piazza, mi struggerò per il Pirla che non mi ama e passerò la giornata a pensare a chi morirà ne Il Trono di Spade.

Quando si dice “priorità”.

Ps: Va bene tutto ma se qualcuno tocca Davos o Bronn mi uccido.

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Domande a caso e risposte ancora più a caso

Buonasera Spelacchiati, come state?
So di star un po’ latitando qui sul blog ma sono presa dalla patente, dagli esami, dalla psicologa e dal volermi rimettere in forma… Sto preparando un paio di post sulle mie sedute di psicoterapia ma stanno richiedendo molto tempo, dunque per ingannare l’attesa e festeggiare i 600 followers ho preso delle domande un po’ a caso da diversi tag, giusto per farvi sapere qualcosina di me. 
Voi che fate? Come ve la passate? Ditemi tutto quello che volete, rispondete alle domande, insomma, sbizzarritevi!

Tradurrò un po’ a caso perché già passo la vita a leggere e tradurre ora voglio spegnere il cervelletto.

  1. Qual è una caratteristica che ti repelle nelle altre persone?
    L’IGNORANZAAAAHHHH!
    Puoi anche avere l’aspetto di Tom Hiddleston, ma se hai il cervello di Salvini non riuscirei a limonarti neanche per dieci secondi.
    Che atroce visione, una nuova creatura mitologica: fuori bellissimo dentro orribile.
  2. Qual è la caratteristica che più ti attrae nelle altre persone?
    Non so come esprimermi se non dicendo “dev’essere sopra le righe”. Per farvi capire, i miei ex sono: un regista, un musicista, un giramondo che fino a due settimane fa stava dall’altra parte del globo e una specie di “poeta maldetto” che più che altro era scemo, ma avete capito il genere. Insomma, mi piacciono gli artisti, quelli che mettono il cuore in quello che fanno, che hanno un mondo fuori di me e che non mi mettono al centro dell’universo. Con ovvi risultati: me sola e col cuore spezzettato.
  3. Come dovresti essere secondo il tuo segno zodiacale?
    Praticamente come sono, ovvero con due lati estremamente diversi e spesso in conflitto tra loro. E infatti sono un po’ una cretina e un po’ una depressa scassapalle, direi una Gemelli doc.
  4. A che età hai scoperto che Babbo Natale non esiste?
    Argh, il trauma.
    Credo di aver cominciato a subodorare qualcosa già in prima elementare, non so quando ho realizzato ufficialmente la cosa.
  5. A che età hai avuto la tua prima esperienza sessuale?
    Eh regà, che vi devo dire, ho atteso parecchio prima di usare la mia V card. Avevo ben 21 anni ed ero estremamente vicina ai 22, non perché cercassi l’anima gemella o cosa, diciamo che prima di una certa età non me ne importava proprio nulla dei maschi e quando ha cominciato a importarmi  ho conosciuto solo deficienti. Diciamo che ho da recuperare del tempo perduto.
  6. A che età hai avuto la tua prima cotta?
    Mah, appena aperto gli occhi probabilmente, solo che non mi ricordo. Beh alle elementari c’era un bambino che mi piaciucchiava ma le vere cotte, quelle che pesano e ti struggono il cuoricino di adolescente che ti ritrovi, le ho vissute alle superiori… In prima superiore ero proprio andata, persa, completamente sbarellata per un ragazzo che andava all’artistico, suonava la batteria e tra una cosa e l’altra si faceva canne ovunque. Che vi avevo detto?
  7. Qual è il più bel complimento che ti abbiano mai fatto?
    “Ehi in questa foto sei uscita bene… Non ti si vede!”
    Fine.
  8. Il miglior sesso che tu abbia mai fatto
    Sei ore in un motel con stanza a tema, specchi ovunque e vasca idromassaggio in camera. C’entra anche un barattolo di nutella, ma non aggiungo altro, Vostro Onore.
  9. Hai tatuaggi?
    Non ancora, ma vorrei sicuramente tatuarmi un pinguino da qualche parte e qualcosa che simboleggi il mio cane, come le vere donnicciuole tamarre.
  10. Fumi?
    Spesso dalla rabbia, sì.
    Simpatiche battute a parte diciamo che ho un accendino e un pacchetto di sigarette in borsa quasi sempre, ma fumo molto raramente. Ho cominciato perché a volte, preda della mia depressione, mi serviva un modo civile per defilarmi dalle situazioni e non c’è niente di meglio di dire “pausa sigaretta” quando vuoi piangere tantissimo in un anfratto in solitudine.
  11. Hai mai incontrato qualcuno conosciuto online?
    Sìssignore, Tinder è nostro amico. Il mio consiglio è sempre quello di fare super iper mega attenzione, ma secondo la mia esperienza non è così difficile trovare persone normali sulle app di incontri. Bisogna fare una bella scrematura però.
  12. Quanto sei alta e quanto pesi?
    A ‘fanculo tutti quelli che dicono “oh io la bilancia non la guardo mai e vivo felice”; il cazzo, gente, il cazzo. Io sono alta 1,73 e peso fino a un anno e mezzo fa ero normopeso coi miei sessanta chiletti, nell’ultimo anno tra ansia, depressione, cibo visto come unico amico in un mondo di melma ho preso cinque chili che si fanno sentire TUTTI.
  13. Se potessi sposare un principe Disney quale sceglieresti?
    Sono malata, lo so.
    La Bestia, di La Bella e la Bestia.
    No, non quando si trasforma in principe.
    Shh.
  14. Un film che ti fa sempre piangere
    Oddio, forse Free Willy. Di recente ho visto Titanic al cinema e sono uscita che ero un panda, mascara e matita sbavate su tutta la faccia… Piango facilmente, che ci devo fare.
  15. Una tua caratteristica sexy
    Il mio microscopico cervello.
  16. Cosa ti fa dire “basta” ad una relazione?
    Idee politiche estremamente opposte e un attaccamento alla madre esagerato. Ho visto cose che mi hanno lasciata basita.
  17. Ti hanno mai beccata a masturbarti/guardare porno?
    Grazie al cielo no, per quanto io sia disinibita riguardo al sesso credo che ci sarebbe del notevole imbarazzo con i miei genitori.
    Porte chiuse, cronologia cancellata e via.
  18. Hai mai tradito?
    No, è una cosa che penso riuscirei mai a fare perché ho una morale stupidamente troppo incisiva.
  19. Ti hanno mai arrestata?
    Nope, sono troppo intelligente per essere presa.
  20. Il tuo viaggio dei sogni?
    La Nuova Zelanda. Credo che solo per andare lì sopporterei tutte quelle ore di volo.
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Sclerando: Persone in piscina

Argh. Sento di dover andare immediatamente in Tibet ad un corso avanzato di meditazione perché sto per implodere dall’irritazione mista a fastidio con un pizzico di follia omicida condensata.

Oggi ho raggiunto il livello massimo di fastidio che una persona può accumulare senza morire o affogare qualcuno; dove? In piscina.
Dove la gente sana di mente (quindi io e circa altre due persone) vanno a rilassarsi con le chiappe al sole e i piedi in acqua ma dove tutto il resto della popolazione si riversa pensando che quel posto sia terra di nessuno e tutto sia permesso. 

Anche qui le persone si possono categorizzare. 

Macro categoria banale: i bambini.Risultati immagini per gif kids playingDevo davvero aggiungere altro?

Non so bene come succeda ma i bambini -tutti, indistintamente- quando varcano le sacre porte della piscina si trasformano in bestie di Satana; e tu vedi questi mostri a due zampe che corrono per tutto il perimetro urlando, facendo versi, strillando come aquile dell’alta montagna, piccoli selvaggi che si rotolano, saltano come canguri sotto acidi, ti calpestano l’asciugamano mentre si fiondano da una parte all’altra, fanno i capricci per cinque ore consecutive che andresti tu a dargli due schiaffi visto che i genitori non lo fanno… e tutto questo prima di entrare in acqua, sia chiaro.

Perche poi quando entrano a contatto con l’acqua c’è un evoluzione aggiuntiva: diventano COMPLETAMENTE PAZZI.

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Tu li vedi che da cinque chilometri di distanza prendono la rincorsa, arrivano in volata come Bolt al margine della piscina e con un balzo felino si tuffano senza curarsi di chi o cosa ci sia nella loro traiettoria: loro si lanciano.
Quindi tu, ignaro bagnante un po’ sfigatino che sei lì a galleggiare come una boa, ti ritrovi un gomito in testa, un piede in faccia, un timpano traforato dagli strilli e, ovviamente, un metro quadrato di acqua nei polmoni perché ti è precipitato addosso un marmocchio con annesso tsunami.Risultati immagini per i hate you gif
Ma io un giorno vi affogo tutti, maledetti. Vi affogo e lo faccio passare per un incidente, cosi non mi becco neanche il carcere. 
Poi i genitori sono a rosolare lentamente, si girano ogni mezz’ora come gli hamburger e se qualcuno fa notare loro che il loro piccolo Unno sta sdando loro, un po’ scazzati, ti guardano “eh, sono bambini”.
MA CHE COSA VUOL DIRE CHE SONO BAMBINI, DONNA INFAME, LO VEDO CHE SONO BAMBINI. NON HO DETTO CHE SONO ANZIANI, HO DETTO CHE SONO INFEROCITI E AVREBBERO BISOGNO DEL GUINZAGLIO, DELLA MUSERUOLA E DI STARE AD ALMENO SEDICI CHILOMETRI DI DISTANZA DA ME.

Poi ci sono i bimbetti che non sanno nuotare e urlano tutto il tempo, terrorizzati come se fossero in oceano aperto, circondati dagli squali.
Ora svelo un segreto, fate tutti bene attenzione: regà, c’è la stracazzo di piscina dei bambini, POTETE STARE Lì, CORTESEMENTE? Così voi non affogate e io non vengo corrosa dagli acidi nel mio stomaco perché devo trattenermi dal dare fuoco a tutto lo stabilimento.

Altra categoria: gli anziani.

Santo cielo che piaga.
I peggiori poi li avvisti da lontano.
Super abbronzati, con quattro peli bianchi sul petto, si aggirano per la piscina come gli squali si aggirano negli acquari: sguardo vitreo da cacciatore, pronto ad avvistare la preda; camminano a zampe larghe, pancia in dentro e petto in fuori, ridicoli quanto Salvini che va a Napoli, e poi quando sei piu vulnerabile attaccano.Immagine correlata

Ma che bella signorina!” mentre mi guarda le natiche.
Muta.
È proprio bella, lo sa?”
Silenzio stampa.
Dai venga con me che le compro un gelato”
Sorriso tiratissimo “No, grazie. Sto leggendo, buona giornata”
No dai così mi offende, le offro quello che vuole”
Delle Louboutin, numero quaranta allora”
“Come?”
“Lasci perdere.”
E questo è solo l’esempio di oggi, potrei andare avanti e scrivere un’enciclopedia di terribili approcci di anzianotti troppo convinti del loro charme. 
Ci sono quelli che invece di parlarti passano e ripassano davanti a te circa settecento volte, avvicinandosi di un paio di centimetri ad ogni giro finché non ti sono praticamente in braccio. Ci sono “I Moschettieri”, ovvero quelli che viaggiano in gruppo e si fanno forti. Un attacco combinato da più fronti che non lascia scampo se non andare in acqua e sparire per un po’.
E cosa stai leggendo, e cosa ci fai qui da sola, e dov’è il tuo ragazzo, e quanti anni hai… OOOOH ZII STATE CALMI e raccattate le vostre dentiere, grazie. Quando vorrò un triceratopo come fidanzato farò un fischio.Risultati immagini per anziani
E poi ci sono i ragazzetti che fanno i tuffi da ogni cazzo di punto, quelli che giocano a pallanuoto occupando tutta l’area, quelli che fanno la lotta in acqua, quelli che nuotano come se stessero partecipando alle Olimpiadi e se ti trovi nel loro tragitto escono dall’acqua, ti guardano come se ti stessero augurando una morte lenta e dolorosa e poi si rimmergono e riprendono la loro performance. 
Quelli che si mettono a chiacchierare davanti agli scalini, così che tu debba per forza di cose prendere il mitra e fare fuoco a tutto spiano per poter liberare il passaggio, e quelli che si sdraiano tutto intorno al perimetro della piscina così sembra di aver trovato un gruppo di foche sulla spiaggia.
Insomma l’anarchia regna sovrana e i bagnini ormai sono troppo esausti per combattere il crimine.Risultati immagini per questa è sparta gif

Per quanto mi riguarda ho un’altra categoria da aggiungere, ma mi rendo conto che potrei risultare una persona un po’ terribile: le donne incinte.

C’era una signora che sembrava fosse li li per esplodere.
Credo fosse almeno di diciotto mesi.
Giuro, ho vissuto aspettando il momento in cui qualcuno avesse urlato “tutti giu!”, ero pronta a trincerarmi dietro in lettino.
Poi oh, io ho un problema, a me le donne incinte fanno proprio impressione. Non so bene perché, a livello razionale lo so che è magnifico che lì dentro ci sia un piccolo essere umano in crescita ma io proprio non riesco a guardare quelle panze.
Mi aspetto di vedere una mano muoversi da dentro come nei film horror. 

Sarà che ho guardato Alien in età traumatica, boh. 

Comunque stavo per andare da quella signora a spiegarle che quando si parla di “parto in acqua” non ci si riferisce alle piscine pubbliche e che visto che CHIARAMENTE mancavano pochi istanti alla nascita sarebbe dovuta essere già in ospedale da giorni. 
Bleh. 

Ciò detto, voi avete altre persone da aggiungere alla lista dell’odio? Qualche altra categoria che mi sono dimenticata per via della furia funesta che ho accumulato? O magari siete voi stessi parte di una di quelle categorie, in quel caso autodenunciatevi e fate ammenda dei vostri peccati!

In ogni caso la mia abbronzatura vale più di tutto questo, va portata in salvo fino a novembre almeno, quindi tornerò in piscina.
Armata fino ai denti.

Hasta Luego, Spelacchiati!

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Film Brut -The Boy-

Non so voi, ma io sto colando. No, non a picco, sto proprio liquefacendomi.
Mi sto sciogliendo poco alla volta, come una candela.

Quindi oggi parlo di un film NOIOSISSIMO. Si lascia guardare eh, però io sono arrivata a un punto che saltavo le scene perché

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Il film si apre con una ragazza -Greta- che si sveglia in macchina. E’ una barbona? E’ una poraccia come tante? Boh. Non ci è dato sapere.
Questo intelligentissimo esemplare di stupidus bipedis arriva in questa mega villa e l’autista le dice “senta signò, i padroni non ci sono, lei li attenda dentro, addios” e questa qui una volta dentro che fa? Si mette a gironzolare.
Ma sei cretina?
Devono farle un colloquio per decidere se assumerla come babysitter del loro bambino e lei si mette a salire le scale, entrare nelle stanze, ficcare le sue appendici nasali ovunque… MA OOOOHHHH ZIA! Stai nel tuo! Con la crisi del lavoro che c’è ti giochi il posto perche sei curiosa come una bertuccia?
Tuttavia a quanto pare  girovagare in questa casa senza invito è una cosa comune perché dietro di lei compare il ragazzo delle consegne, Malcolm, che la porta a fare un tour della casa facendo il provolino. (Io aggiungerei “facendo il provolino in maniera pietosa perché penso non sia mai riuscito a rimorchiare una donna in tutta la sua vita).

Risultati immagini per the boy malcolm
“Lo sai quanto pesa un orso polare? Abbastanza da rompere il ghiaccio! ehehehe!”

Va beh, tornano i padroni di casa -due anzianotti tutti strani- e la portano in salotto dove lei fa la conoscenza di Brahms (ma qualcuno mi spiega perché in ogni horror almeno un personaggio deve avere un nome del cazzo?) che è… un bambolotto.
Scena veramente brutta in cui lei lo guarda, scoppia a ridere come una iena ridens, guarda gli anziani che a loro volta la fissano come a dire “mbé? Sei normale?”… UNA SCENA BRUTTA, PUNTO.
Ma il realismo di ‘sta vecchiarda che è tutta “oh picci puccii il mio bambino” e quindi non prepara PER UN CAZZO la tizia alla rivelazione? Ma anche tu, Greta, COSA CAZZO RIDI per due ore che sembri (SEMBRI EH) deficiente?
Ma poi se la vecchia fosse effettivamente convinta che quello sia il bimbo avrebbe anche senso ma nel resto del film si capisce di no quindi PERCHE CAZZO FAI COSI’, CARIATIDE AMBULANTE?!

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Un esemplio esplicativo di demenza senile

I vecchiardi se la squagliano e la nostra impavida scemetta, rimasta sola, segrega il bambolotto in un angolo e si mette a fare i cazzi suoi, ignorando la lista di regole che le aveva lasciato la vecchia.
Cose tipo “leggere a voce alta e chiara per tre ore” “ascoltare musica a volume altissimo per un’ora” “metterlo a letto alle dieci” “non essere una completa idiota” e bla bla bla.
Solo che cominciano a succedere cose strane. Cose che cadono, che si spostano, musichette inquietanti che partono… e comincia la stupidità. Se il pupazzo a cui hai lanciato addosso una coperta ora è sulla sedia con la coperta da un’altra parte, cosa diavolo ci fai ancora li?
Quello è l’esatto momento in cui tu devi prendere i tuoi quattro straccetti e cominciare a correre senza fermarti finché non arrivi almeno in Congo.
E invece no.
Lei è spavalda, lei non ha paura.
Lei, signori miei, è deficiente.

Passano i giorni, passano le ore, passa il tempo passa anche il dolore (chi riconosce la canzone batta un colpo) e continuano a succedere cose strambe.
Dopo un sacco di giorni senza lavarsi comincia a capire che non può continuare ad andare in giro lasciando un olezzo quasi letale quindi una sera decide di farsi la doccia; si porta i vestiti in bagno, si leva la collana, si piazza sotto l’acqua e quando esce è tutto un tripudio di espressioni sconvolte: la sua roba è sparita e in più si accorge che le manca una ciocca di capelli tagliata di netto.
Momento di panico.
Occhi che si sgranano, espressione da deficiente dipinta in faccia e in più in corridoio scopre che si è aperta la scala che porta in soffitta; cosa decide di fare, il genio?
Sale. E pepe.
Ovviamente in acappatoio, perché quando uno è deficiente lo è fino in fondo, sia mai che abbia un barlume di quoziente intellettivo.

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“Oddio, un ragno!”

Ora, voi ditemi quale persona normale rimane in una casa dove chiaramente c’è un intruso e addirittura sale in una soffitta buia di cui non sapeva neanche l’esistenza.
La scema rimane pure chiusa dentro e picchia una craniata che la tramortisce.
Il giorno dopo Malcolm fa il giro della casa, torna da lei e dice “guarda che non c’è nessuno, sicura di non essere un po’ picchiatella?”
“Come?”
“No niente… Ma ti droghi, per caso?”
“So quello che ho visto!”
“Magari sei solo cretina allora?”
Nel mio cervello è andata così la conversazione.

I nostri pirletti innamorati si mettono a giocare a biliardo (ah ecco dove sono finite le mie palle) e parlando del più e del meno, del per e del diviso viene fuori che il vero Brahms era un bimbetto strano e che una volta una sua amichetta dopo essere stata da lui a giocare è scomparsa. Quando l’hanno ritrovata aveva il latte alle ginocchia la testa spaccata; la pula voleva interrogare Brahms ma guarda caso la sua villa è andata a fuoco e mentre i genitori si sono salvati il bambino è muerto arrostito.
Venghino siorrrrri, arrosticino di Brahms a soli due euri!”

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E qui il Detective Conan che è in me aveva già gonfiato il petto con orgoglio perché avevo già capito da un pezzo che cosa ci fosse di agghiacciante in quella casa. Oltre ovviamente alla vecchia che chiama “daddy” il marito, perché diciamocelo… che brividi le donne che chiamano “papi” il fidanzato. Ma questo è un altro discorso. (Sicuramente più interessante di questo film).

Greta entra in modalità “mammina” quando si rende conto che può in qualche modo comunicare con Brahms quindi diventa sciroccata come i vecchi dell’inizio. Mah.

Comuuuunque a un certo punto arriva l’ex fidanzato pazzoide e violento della nostra eroina, ex che a furia di botte l’aveva fatta abortire (questo pensiero è molto più spaventoso di tutto il film) che fa il gradasso (io farei solo il grasso) e minaccia un po’ tutti a caso.
Lui intravede del marcio in Danimarca, ovvero del tenero tra i due cretinetti, quindi sclera completamente -come mia mamma quando non scendo a mangiare, tipo- e comincia a lanciare cose, minacciare persone, sputazzare qua e là, ringhia, sbotta, e in questo delirio prende il bambolotto e comincia a farlo roteare come un giavellotto.Risultati immagini per alto tradimento gif

Il tizio sclera, l’amante sclera, la cretina sclera e a un certo punto, FINALMENTE, succede quello che noi tutti ci aspettavamo da inizio film: si sentono dei colpi provenire da dietro un quadro che tempo tre secondi si apre e sbuca fuori niente popodimeno che… BRAAAAAAAHMS!

Dieci punti a Corvonero!

Eggià, perche il bimbo non è mai muerto davvero e i genitori lo hanno nascosto nei meandri della casa. Perché? BOH.

Brahm impala l’ex pazzerello e insegue i due in giro per la villa, scene noiose scene noiose scene noiose e infine lei -che finalmente mostra di avere quasi una spina dorsale- torna in casa, ordina al nuovo schizzato di andare a letto perché non può trasgredire le regole e mentre lo culla lei fa la scaltra e lo accoltella.
Lotta lotta lotta, Brahms muore, cretino e cretina se ne vanno felici come due cinciallegre in primavera, sembra la fine ma non lo è, scena finale con Brahms che mette a posto il bambolotto e ci fa temere un sequel.

Commento?

MAHHHHHHHHH!

Lei -Lauren Cohan- è proprio bella, c’è poco da fare. Il film in sè però è un po’ una rottura di balle, nel senso che non acchiappa, non succede nulla per tre quarti del tempo e anche quello che succede non fa propriamente paura. Sobbalzi sul divano ma niente di più.
Il problema è che non si capisce un cazzo.
Non solo non fa paura ma niente ha senso, e l’assenza di una storia inquietante alla base rende impossibile al film fare paura.
Perché hanno preferito bruciare la casa e tenere segregato il bambino piuttosto che farlo ricoverare e dare giustizia alla ragazzina muerta?
Perché deve seguire ‘ste regole?
Perché non hanno semplicemente abbandonato ‘sto pazzoide psicopatico in quella villa?
Perché fare tutta ‘sta pantomima del bambolotto?
Perché non si sono dati tutti alla droga e alla prostituzione invece di fracassarci le palle?
Perché io ho guardato questo film con qualche vaga speranza che fosse decente?
Se hanno in mente un sequel vuoi dirmi che i due cretini non chiameranno la pula appena usciti dalla casa?
Ma perché ancora guardo queste cose?
Queste e altre domande attendono risposta.

Se vuoi l’avete visto fatemi sapere cosa ne pensate, Spelacchiati, magari a voi è piaciuto tantissimissimo e io come al solito non capisco nulla di cinema, chissà.
Hasta Luego!